lunedì 26 febbraio 2007

Intervento di Angelo Ghillani alla Convenzione Cittadina

Intervento del neo-coordinatore cittadino della Margherita DL.


La fase congressuale avviata dalla Margherita e dai Ds, che porterà alla nascita del Partito Democratico, arriva in un momento molto difficile per la coalizione di centro sinistra che governa il paese, caduta per soli due voti al Senato, sulle linee guida della politica estera.
Personalmente sono rimasto sconcertato nel constatare che con un voto scellerato da parte di un paio di esponenti della sinistra radicale, siano stati gettati al vento mesi di buoni propositi e di impegno dell’intera Unione nell’elaborazione del programma politico proposto agli elettori nel 2006. Non è possibile che dopo soli 281 giorni di vita del governo, sia stato smarrito lo spirito della primarie e il grande desiderio di riconquistare la guida del paese. La situazione sicuramente è molto difficile anche a causa di una legge elettorale voluta fortemente dal centro destra, per imbrigliare Prodi. Il rinvio alle camere deciso dal Capo dello Stato, deve essere un momento decisivo per recuperare lo spirito unitario, in quanto non saranno ammessi altri passi falsi.

Viene dunque difficile oggi, iniziare un congresso politico che delineerà il futuro del ns. partito. La considerazione logica da sottolineare è che dando vita ad un grande Partito democratico, sia possibile rafforzare in futuro l’ala riformista e di governo, evitando pericolosi sbandamenti, come quelli recenti, dell’ala estrema della coalizione

Venendo quindi, al nostro congresso, dobbiamo sottolineare che quello di oggi e quello Provinciale tra 15 gg, non sono normali appuntamenti politici, poiché da oggi occorre avere l’ambizione di costruire un nuovo grande partito che possa calcare la scene a lungo, e che favorisca una semplificazione della vita politica italiana, lacerata dalla presenza di troppi gruppi politici. Ricollegandomi alla situazione attuale del nostro governo, credo che ve ne sia estremo bisogno.

All’atto della costituzione della Margherita nel 2001, i riferimenti all’Ulivo riguardavano la necessità di compattare e rilanciare la coalizione di centro sinistra.
Il positivo lavoro di questi anni, ha permesso di presentare liste comuni nelle tornate elettorali del 2004, e del 2005, ed inoltre ha sancito la nascita di gruppi dell’Ulivo, sia alla Camera che al Senato, dopo le elezioni politiche dello scorso anno.
Questa forte volontà politica, rende ora possibile concretizzare la nascita del Partito Democratico.

Sarà un progetto che richiederà, oltre alla fase di dibattito congressuale che stiamo vivendo, altrettanti momenti di intenso lavoro, per delineare un progetto organizzativo, avendo come riferimento di valori, il manifesto licenziato di recente dai saggi dell’Ulivo.
Un partito nuovo, non può essere la pura “fusione fredda” delle strutture organizzative e delle identità esistenti, e in questo senso occorrerà un grande sforzo per costruire veramente un modello politico diverso da quelli passati.
Dobbiamo costruire un partito con cui declinare in modo nuovo temi quali la libertà, l’uguaglianza, l’economia di mercato, l’ordine internazionale, il rapporto tra etica individuale e collettiva. Certamente sarà un percorso irto d’ostacoli, in cui la preservazione delle identità precedenti rischia di essere più importante di quella identità comune che, invece, bisogna trovare.
Il Manifesto del Partito democratico infatti non prevede l’abbandono delle radici dei diversi partiti, ma come affermato da Rutelli “è un modo per vivere nel proprio tempo e per non fare diventare sterili quelle radici”. Il nuovo partito infatti non potrà più essere, per forza di cose, un partito identitario ma dovrà avere un profilo progettuale segnato dai caratteri del pluralismo, dell’autonomia, del rispetto delle diversità, della grande apertura nei confronti delle donne e dei giovani.
In sostanza, quello proposto, oggi al nostro dibattito congressuale è un manifesto di un partito moderno, il primo partito del XXI secolo, perché le complessità attuali, frutto di profondi cambiamenti economici e sociali, devono essere governate da strumenti politici diversi da quelli del secolo scorso, strumenti politici, che dovranno quindi diventare il punto di riferimento di una cultura nuova, che interpreta il nostro tempo e avrà la missione di agganciare l’Italia al mondo che corre.
Il Partito democratico, quindi dovrà cercare di trasmettere passione, emozione, sentimenti e fiducia nel futuro soprattutto per i giovani che possono entrare nel mondo del lavoro grazie a contratti meno rigidi di una volta, ma che resteranno prigionieri della precarietà se non troveranno diritti e tutele. Fiducia nel futuro anche per i tre milioni di immigrati regolari che sono una risorsa economica e sociale, e che meritano di essere integrati pienamente, e di partecipare attivamente anche alla vita pubblica.
Le parole chiave del nuovo partito indicate dal nostro coordinatore nazionale Antonello Soro dovranno essere: libertà, coesione, Europa, modernizzazione e competizione, tenendo ben stetti i valori quali il riconoscimento di uguaglianza e di dignità delle persone, di solidarietà, di pace.
La Margherita, attraverso il Partito democratico, continuerà a rafforzare il prezioso percorso di integrazione tra culture, ed esperienze politiche come avvenne nel 2001 al momento dell’atto di fondazione. Non è quindi questo un congresso dove si liquiderà in modo sommario il nostro attuale partito, ma sarà un nuovo momento di incontro con una parte politica che incarna la tradizione socialista, mettendo in atto i presupposti costitutivi della Margherita, e cioè quelli di allargare gli orizzonti verso posizioni maggiormente riformatrici.
"Sintesi"dovrà essere con tutta probabilità la parola chiave che dovrà guidare, in senso più ampio, il cammino del nuovo partito. Sintesi sulle cose da fare, Sintesi, sulle proposte sui problemi quotidiani, Sintesi sui temi etici, come di recente fatto sulla testo di legge di approvazione dei DI.CO. Sintesi, cercando la convergenza nel rispetto di ogni singola posizione, inserendo i progetti delle cose da fare dentro una visione più ampia, anche con la necessaria radicalità di principi e ideali, è il modo non per abdicare, ma per scrivere pagine nuove e probabilmente diverse, nella storia della Margherita.

Se ci pensiamo bene, poi, ci accorgiamo che il Partito democratico ormai esiste da qualche tempo. E' formato da milioni di persone: da chi spende il suo impegno civile nei partiti, dal popolo delle primarie, da tutti quei cittadini che in ogni occasione hanno detto di preferire una entità politica di un certo tipo, rispetto alle dimensioni più limitate di un partito, come ogni elezione dal 1996 ad oggi ha dimostrato. Pensiamo solo al risultato della lista unitaria dell’Ulivo alle elezioni politiche della scorsa primavera che ha superato di svariati punti la somma delle percentuali raccolte singolarmente da DS e Margherita al Senato.

A Piacenza, la strada percorsa dal 2003 ad oggi, a mio modesto avviso ha prodotto significativi risultati: ci siamo rafforzati e consolidati come partito su tutto il territorio provinciale, e in tutte le zone abbiamo avviato una proficua collaborazione con i DS locali.
In questo spirito a Piacenza, Margherita e Ds hanno annunciato di voler dar vita ad una lista unitaria nelle prossime elezioni amministrative. E’ una scelta coerente con gli intendimenti congressuali e rappresenterà, spero, un preciso segnale a tutta la coalizione di centro sinistra, in particolar modo per quelli che pur facendo parte della maggioranza, non perdono occasione per mettere in chiara difficoltà il nostro Sindaco.
Per quanto riguarda il Comune di Piacenza, il gruppo consiliare della Margherita si è distinto per il grande senso di responsabilità con il quale ha supportato in ogni momento l’azione del Sindaco Reggi e di tutta la giunta comunale.
Credo quindi sia giusto, per questo motivo, ringraziare il nostro coordinatore provinciale Silvio Bisotti, il capogruppo in Comune Giorgio Cisini, gli assessori Paolo Dosi e Alberto Squeri, i consiglieri Massimo Silva, Claudio Ferrari, Pier Angelo Romersi.
Roberto Reggi e la sua squadra di giunta hanno lavorato bene e colto risultati importanti in vari settori: dalle infrastrutture, all’ambito dei servizi alla persona e nel campo del sociale in generale, dalla cultura un esempio su tutti l’Orchestra Cherubini, al recupero di importanti spazi di aggregazione giovanile.
Anche a livello urbanistico la città è cambiata in senso positivo poiché rispetto al passato, è mutata la sensibilità di approccio alle questioni. Questa Amministrazione infatti, ha avuto il grande merito di recuperare spazi importanti, come Piazza Duomo o Piazza Sant’Antonino che riacquisterà maggior valore una volta completate le opere di riqualificazione.
La Margherita di Piacenza si è presentata a questa convenzione comunale, con un ritrovato spirito unitario, convinta e decisa nel chiedere a Roberto, di candidarsi nuovamente alla guida della città, convinta e decisa nel sostenere la lista unitaria dell’Ulivo insieme ai Democratici di Sinistra, per rafforzare maggiormente la stessa posizione del candidato Sindaco e costituire poi un gruppo consiliare unico.
Spiace constatare che alcuni consiglieri comunali in carica, ed alcuni esponenti del centro sinistra, stiano pensando a candidature diverse: si corre il rischio di vanificare l’azione amministrativa di questi ultimi anni.
Noi dobbiamo rilanciare la nostra azione, come Margherita, da questi momenti congressuali che troveranno conclusione con l’assemblea provinciale il 9 e 10 Marzo rivendicando con orgoglio le tante buone cose fatte per la città, pronti a scendere nuovamente in campo al fianco di Roberto nella prossima tornata elettorale, per assicurare alla nostra città altri cinque anni di buon governo.
Sappiamo che governare una città come Piacenza è un impegno forte, e il Sindaco è costretto ad affrontare enormi sacrifici personali, per mettersi al servizio della città rinunciando quasi totalmente alla propria vita privata.
Noi però non lo lasceremo certo solo. La Margherita di Piacenza, iniziando da questa nuova assemblea comunale, lo sosterrà con forza e con lealtà, con la consapevolezza di poter contribuire in modo decisivo alle prospettive di sviluppo della nostra città.


Angelo Ghillani.

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