Gigi Gazzola (resp.Enti Locali Margherita DL Piacenza) interviene sui rischi e opportunità del riformismo locale.
Invitando l'area riformista e pragmatica a "impegnarsi a ristabilire la comunicazione sui contenuti, sostenendo coerentemente gli impegni assunti"
In questi anni una decisa azione amministrativa ha innescato e prodotto rilevanti cambiamenti nella nostra città per rispondere ad una diffusa ed esigente domanda di innovazione che veniva dai cittadini dopo anni di immobilismo. Si è trattato non di azioni isolate ma di un insieme coerente ed organico di iniziative (cui possono seguirne altre a breve) che hanno riguardato, tra l’altro, il sistema infrastrutturale, quello dei servizi alla persona, della qualità ambientale. Scelte a suo tempo individuate da un programma di governo della città, votate e sollecitate dai cittadini, le cui criticità non risiedono tanto nella loro qualità quanto in una carenza di finalizzazione unitaria, di visione condivisa tra i soggetti chiamati in prima persona ad assumerle.
Di fronte ad occasioni amministrative importanti registriamo oggi una fuga dalle proprie responsabilità di forze che evidenziano la mancanza di volontà politica a porsi unitariamente come protagonisti della modernizzazione e della crescita della città. In particolare chi, orgogliosamente fuori dalla politica ufficiale, si era candidato a rappresentare la società civile e ad indicare una strada percorribile e duratura, dopo aver ottenuto il consenso di una percentuale non trascurabile dell’elettorato, sembra aver perso le proprie caratteristiche di risolutezza, lungimiranza e generosità, rimandando la soluzione di nodi politici e amministrativi ad un dopo che non viene mai.
Così l’area ambientalista, che si rinchiude in sé e rivela oltremodo la sindrome di cui è geneticamente affetta: la scarsa autostima che produce sottovalutazione dei risultati della propria azione politica e la conseguente difficoltà a scorgere la misura di riempimento del bicchiere sistematicamente inteso mezzo vuoto.
Contribuiscono a rallentare l’opera di svecchiamento della città le opinioni di intellettuali e professionisti “neo-con”, innamorati del recupero di edifici dimessi (ma la cittadella giudiziaria quanto a costi e funzionalità non ha insegnato nulla?), bravissimi a criticare tutto ciò che sono altri a progettare, magari a costi contenuti per le casse pubbliche.
Al centrosinistra servono assolutamente coesione, chiarezza e lucidità nell’individuare l’obiettivo finale, che non è tanto – è bene non dimenticarlo – quello di battere il centrodestra, bensì di continuare ad offrire una credibile proposta di governo per Piacenza negli anni a venire.
Il centrodestra infatti continua a non avanzare alcun progetto per il futuro della città ed è costretto ad affidarsi a figure precocemente invecchiate proprio per l’incapacità di guardare avanti, rinnovarsi e dare spazio a giovani portatori di freschezza e spinte motivazionali diverse dalla mera rivincita personale, “contro” qualcuno piuttosto che “per” la città.
Occorre però evitare che al cittadino giunga il messaggio di uno scollamento fra gli impegni assunti, le dichiarazioni e un agire politico segnato da un eccesso di tatticismo. L’estenuante lavorio di contrattazione, mediazione e compensazione rischia altrimenti di soffocare la partecipazione ed allontanare la politica dalla quotidianità: le persone lontane dalle astruserie della politica parlata attendono fatti e comportamenti.
A correre il rischio di rimanere impelagata nella palude dei distinguo è soprattutto l’area riformista che ha ancora tanto da esprimere e intende conservare un dialogo stretto con la gente. Per starne fuori deve impegnarsi a ristabilire la comunicazione sui contenuti, sostenendo coerentemente gli impegni assunti e che la città attende. Rilanciando l’iniziativa politica attraverso un modello praticabile e aperto di Partito Democratico in grado di produrre ulteriore cambiamento anche nei partiti, nelle culture di nicchia e quale antidoto alla rassegnazione dell’esistente.
Luigi Gazzola
D.L. - Margherita
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