mercoledì 29 novembre 2006

Rutelli: Il perno sono le liberalizzazioni

Intervista a Rutelli

26/11/06

Il piano di liberalizzazioni “è il perno di questo governo di legislatura, perché il governo vive se si mantiene la promessa di una legislatura di modernizzazione. Su questo siamo netti e determinati”. A parlare è il vice premier Francesco Rutelli che in una intervista al Corriere della Sera fa il punto sul lavoro di governo del centrosinistra a ridosso dell’approvazione della Finanziaria. Rutelli ricorda come quello delle liberalizzazioni sia un tema del programma dell’Unione “che tutti abbiamo firmato”. “E questo programma - dice - contiene una parte dedicata alle questioni sociali, ma una parte robusta sulla concorrenza e le liberalizzazioni”.
Nel processo che dovrà portare il Paese verso una progressiva liberalizzazione dei diversi settori dell'economia, Rutelli ritaglia un ruolo ben preciso per i sindacati: “In una legislatura di riforme il sindacato può essere messo nelle condizioni di fare al meglio il suo lavoro: negoziare”. “Il sindacato - ribadisce - contratta, negozia. Conquista più ammortizzatori sociali, ma deve accettare l’allungamento dell’età lavorativa”.
Il ministro dei Beni culturali riconosce che all’interno della coalizione di governo “la sinistra radicale ha spesso puntato i piedi ma alla fine dimostra di avere senso di responsabilità”. Ma per l’opposizione non vede grandi vie d’uscita: “Quelli della destra sono in un vicolo cieco. A furia di inseguire il miraggio delle spallate finiranno per farsi male”. E guardando alla Finanziaria dice: “Per quanto riguarda le categorie sociali il tempo, già nel 2007, farà comprendere gli effetti positivi della manovra economica”. “Certo - ammette - ci sono stati dei difetti da parte nostra: un difficoltà di racconto, per così dire. E un eccesso di misure, che ha spinto ogni categoria a guardare alla singola norma che la riguardava perdendo di vista il valore di fondo”.
Quanto, invece, al cantiere per la costruzione del partito democratico il vicepremier Rutelli dice di essere “ad un punto avanzatissimo”. È, per Rutelli, un momento di sintesi “per ridurre la frammentazione della politica italiana”. E, in merito ammette che “sarebbe stato meglio, molto meglio se la Margherita si fosse presentata tutta unita alla nascita del partito democratico”, come si dice “deluso della scelta dei prodiani, che all’atto della presentazione delle mozioni, pur condividendo il documento unitario, hanno deciso di far prevalere le differenze. Peccato”.

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