Partito Democratico
08-09-2006
Il primo congresso del Partito Democratico nel 2008. Dal palco della Festa nazionale della Margherita il capogruppo dell’Ulivo alla Camera, Dario Franceschini, segna una tappa importante nel percorso del soggetto unitario Ds-Dl. Una tappa della quale nessuno fino ad ora aveva parlato, quella del primo congresso del Pd da tenersi, a suo avviso, entro due anni. Lo fa forse spinto anche dal tenore di un interessante dibattito con Massimo Cacciari nel quale il traguardo del soggetto unico sembra quanto mai reale.
Un obiettivo che per Franceschini è ‘storico’ e attraverso il quale si può rispondere alle vere esigenze dei cittadini italiani come europei. Il tema della collocazione internazionale del Pd, sul quale nei giorni scorsi Quercia e Margherita erano tornati a punzecchiarsi dopo la visita di Fassino a Strasburgo, resta comunque caldo. “C’è qualche italiano - si chiede polemicamente Franceschini - che ci perdonerebbe se gli dicessimo che il Partito Democratico non è partito perché non sapevamo in quale gruppo europeo si sarebbe collocato nel 2009?”.
Il capogruppo dell’Ulivo alla Camera sottolinea comunque di ritenere che “sia un problema risolvibile ma si sbloccherà quando i socialisti europei cominceranno ad avere qualcosa di più di un rapporto privilegiato con il partito democratico americano”. Per Cacciari, intervistato con Franceschini sul palco dal giornalista della Stampa Riccardo Barenghi, le famiglie europee sono ‘anacronistiche’ e non in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini. “Chi sta facendo - si chiede il filosofo - politiche illiberali? Il governo di centrosinistra in Italia è quello che ha cercato di fare quanto fatto dalla Tatcher in Inghilterra...”.
Collocazione internazionale a parte, il Partito Democratico secondo Cacciari non sarà ‘centralista’. Sarà un partito - assicura – “autenticamente federalista con correnti bene organizzate e plurali”.
Detta così il Partito Democratico sembra davvero dietro l’angolo. Tanto più quando Cacciari elenca le posizioni comuni già assunte all'interno dell'alleanza Ds-Dl: “In primo luogo - sottolinea - contro una destra sempre meno liberale l’esigenza di porre regole a tutti i livelli e la più ferrea opposizione a ogni antipolitica di deregulation”. Poi la politica estera e “il ruolo esemplare dell’Europa che si oppone in campo internazionale all’unilateralismo dell’amministrazione Bush”.
“Una ragione in più - sottolinea Cacciari - perché il Pse rafforzi il suo rapporto con il partito democratico statunitense. Tra gli scogli più alti per la costituzione del nuovo soggetto quello relativo alla bioetica. “Ci sono dei problemi - ammette Franceschini - sulle questioni etiche ma su questo punto siamo indietro perché sono temi nuovi e fino a poco tempo fa si affrontavano soltanto attraverso la libertà di coscienza che io ritengo una cosa giusto ma solo come fatto terminale di una fase nella quale ci si è confrontati e non come punto di partenza”.
Il capogruppo dell’Ulivo alla Camera in questo senso fa un mea culpa sulla questione del referendum sulla procreazione medicalmente assistita durante il quale “nell’Ulivo, ma anche all’interno della Margherita, ognuno si è seduto sulle proprie posizioni senza ascoltare l’altro”. “Un’occasione per cercare il dialogo su questi argomenti sarà il seminario della prossima settimana a Chianciano nel quale “dovremo ascoltarci e ascoltandoci capiremo che la verità non sta da una parte o dall'altra ma ognuno di noi ne porta un pezzo dentro di se”.
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