da Libertà 7/6/06
Il coordinatore Silvio Bisotti ha tenuto una relazione per spiegare e giustificare la condotta adottata. Ne è seguito un animato dibattito al termine del quale si è arrivati a un voto che risulta essere stato di larga fiducia alla segreteria, anche se non unanime visto che la minoranza interna, l'area di Squeri e Mario Angelillo, da quanto si è appreso si è astenuta.
A conclusione del coordinamento, Bisotti ha parlato di un «ottimo confronto» che ha «chiarito in maniera abbastanza lineare e convincente anche la questione su Rottofreno stimolata dal pubblico intervento di Squeri». Il quale, ricordiamo, nel censurare le dichiarazioni di sostegno a Borotti fatte da Mario Spezia, vicepresidente della Provincia e autorevole esponente della maggioranza della Margherita, aveva evocato la prospettiva di un partito che a questo punto può ritenersi libero di affrontare gli appuntamento elettorali, a partire dalla comunali di Piacenza nel 2007, libero da vincoli di disciplina da parte dei propri esponenti.
Non è così, ha però fatto presente Bisotti considerando come quello diRottofreno sia stato un «caso limite» che assolutamente non deve fare da riferimento per il futuro. «Ho spiegato la posizione del partito, che è una posizione condivisa e abbastanza consolidata che credo non debba avere ulteriori strascichi». Così il segretario, secondo cui si è trattato di un «equivoco chiarito»: «Il caso Rottofreno è uno di quei casi un po' limite come già altre volte in passato si è verificato. Si è fatto ogni sforzo per giungere a una coesione, ma poi non ci si è riusciti anche per la presenza di certe logiche locali, perciò il partito ha demandato ai circoli locali di fare le proprie scelte senza che ciò significhi che sia la regola, il modello».
Certo è stata «una situazione critica», ammette Bisotti e che tuttavia «ha riguardato anche altre componenti dell'Unione», dal momento che fuori dal centrosinistra che sosteneva Maserati c'erano anche lo Sdi, la Rosa nel Pugno, l'Italia dei Valori, senza dimenticare una fronda ds rimasta sotto traccia. Ma da parte della Margherita «non c'è stata una rinuncia superficiale a gestire la cosa», osserva Bisotti: «Quando si è capito che non era più possibile gestire a livello di autorevolezza provinciale, visto che c'erano liste civiche e i due candidati erano tutti e due della Margherita, abbiamo deciso per il "vinca il migliore"».
Durante il coordinamento si è parlato anche dell'azione per il sostegno al "no" all'imminente appuntamento referendario e dell'impegno per la promozione del partito democratico.
gu.ro.
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