Conti pubblici, la ricetta di Montezemolo
Il presidente di Confindustria: salvare la legge Biagi e rilanciare la concertazione tra le forze politiche e sociali
Corriere della Sera 26/5/06
ROMA - «Il risanamento deve essere perseguito con un contenimento della spesa, direi un drastico taglio ai numerosi sprechi della spesa corrente, e non con aumenti della pressione fiscale»: il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, ha presentato la ricetta per risanare i conti pubblici nella sua relazione all'assemblea annuale dell'associazione degli industriali. «L'equilibrio della finanza pubblica è la prima, grande preoccupazione» - ha dichiarato Montezemolo - «è la premessa per qualunque politica di sviluppo». «Il nuovo governo deve prendere decisioni coraggiose, non scorciatoie» è stato l'invito rivolto al nuovo governo, davanti a un parterre ricco di leader politici, dai presidenti delle Camere ai ministri, agli esponenti dell'opposizione.
CONCERTAZIONE - Poi l'indicazione della rotta da seguire: rilanciare la concertazione tra le forze politiche e sociali per una modernizzazione del sistema che parta dalle riforme economiche per arrivare a quelle costituzionali. «Le cose da fare sono molte e di grande portata. Evitiamo tentazioni di bandiera. Non mettiamo mano alle cose buone che già ci sono, solo perché sono state fatte da altri. Concentriamoci sulle cose che restano da fare». Già ieri, parlando all'assemblea privata, Montezemolo aveva riproposto l'attenzione sul riequilibrio dei conti pubblici, una riforma radicale della burocrazia e un sistema di norme che aiuti le imprese a decollare, a cominciare dall'abolizione del cuneo fiscale. «Gli imprenditori sono pronti, prontissimi a mettersi in gioco, a intraprendere, a innovare, a proiettarsi nel futuro», ha ripetuto oggi, anche se subito dopo ha tenuto a precisare che «viviamo nella Repubblica dei veti. Lasciateci creare nuove imprese. Lasciateci sviluppare quelle in attività», rilanciando così il concetto di «autonomia».
LEGGE BIAGI DA SALVARE - Passando ai singoli punti, in tema di lavoro, Montezemolo difende la legge Biagi: «Confindustria difenderà questa riforma che va completata con l'importante capitolo degli ammortizzatori sociali. Noi non vogliamo lavoratori precari né imprese precarie ma un sistema di imprese e lavoratori pronti ad assumere le nuove funzioni che si rendano necessarie per competere e crescere insieme». Il leader di Confindustria, pur dichiarando l'apertura al confronto «che il ministero del Lavoro ha proposto in materia» ci tiene a sgombrare il campo da quella che definisce una «falsa equazione tra flessibilità e precarietà». Nelle imprese, spiega Montezemolo, «oltre il 90% degli occupati ha contratti a tempo indeterminato», mentre per i nuovo assunti «3 su 4 vengono stabilizzati».
INFRASTRUTTURE - Sulle infrastrutture il presidente degli industriali sottolinea come «la Tav, i grandi corridoi non possono essere una questione rimessa al consenso di ambiti locali. Sono temi determinanti per lo sviluppo futuro di tutto il Paese. Abbiamo detto che gli imprenditori giudicheranno il governo sui singoli atti. Sulle grandi opere ci aspettiamo uno scatto in avanti».
26 maggio 2006
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