Europa 15/4/06
INTERVISTA CON ANDRÉ SAPIR L’economista di “Bruegel”: "tutti gli economisti concordano sul fatto che l’Italia ha bisogno di profonde e difficili riforme, e serviranno diversi anni perché possano avere effetto."
«L’Italia deve prendere le stesse misure che avrebbe dovuto prendere al momento dell’entrata nell’euro. Altrimenti è destinata a rimanere, come oggi, la lanterne rouge della vecchia Europa». André Sapir è l’autore del rapporto omonimo che nel 2003, per conto della Commissione europea, cercò di dettare un’agenda per la crescita economica dell’Europa. «L’unica cosa positiva che il governo Berlusconi abbia fatto per l’economia in questi cinque anni è la riforma del mercato del lavoro, la cosiddetta legge Biagi – ci dice da Bruxelles, dove insegna all’Université Libre e dove siede nella squadra di economisti di “Bruegel”, il think tank diretto da Mario Monti – cancellarla sarebbe un grave errore». Le priorità del governo? «Migliorare il tasso di occupazione dei giovani e il tasso dei laureati ». Un ultimo auspicio, poi, sulla composizione del nuovo esecutivo: «Tommaso Padoa Schioppa e Mario Monti sono personalità molto rispettate non solo nell’Ue, ma a livello mondiale». Professor Sapir, come viene vissuta a Bruxelles la vittoria di Prodi? Cosa significa per l’Europa? C’è la chiara sensazione che l’Italia tornerà a giocare un ruolo importante nell’Unione europea. Negli ultimi cinque anni il vostro paese non ha partecipato per niente al dibattito europeo, come si è visto nel semestre di presidenza italiano. Era evidente anche dalle continue dichiarazioni di Silvio Berlusconi e dei suoi ministri, l’ultima delle quali, l’anno scorso, ipotizzava addirittura l’uscita dall’euro. Nessuno prendeva sul serio la posizione di Roma, e per questo la vittoria di Prodi è un’eccellente notizia per la costruzione europea. Qual è la situazione economica italiana, da un punto di vista europeo? È una situazione molto fosca. Il vero ostacolo alla possibilità che l’Italia torni a giocare un ruolo importante nell’Ue sta proprio nella sua pessima situazione economica, nella sua crescita bassa e nel suo alto debito pubblico. Tutti gli economisti concordano sul fatto che l’Italia ha bisogno di profonde e dif- ficili riforme, e serviranno diversi anni perché possano avere effetto. L’Italia deve prendere le stesse misure che avrebbe dovuto prendere al momento dell’entrata nell’euro. Dopo essere riuscita nell’impresa di entrare nella zona euro l’Italia si è fermata, ha smesso di attuare le riforme di cui aveva bisogno. Vuole dire che l’Italia è nella stessa situazione del 1996? Sì, ma con una eccezione. La situazione del mercato del lavoro è senza dubbio migliorata grazie alle riforme attuate in quel campo. Tuttavia non basta perché l’economia torni a crescere. La Cgil, il sindacato più a sinistra, ha chiesto proprio in questi giorni che la legge 30 venga abrogata dal governo Prodi.Lei, mi pare di capire, non è d’accordo. No, non sono affatto d’accordo. Quelle riforme del mercato del lavoro sono state utili al paese. Come vede la situazione italiana? Servono nuove riforme. Perché, nonostante il tasso di occupazione sia migliorato in questi anni, nel 2004 l’Italia, tra i 15 paesi dell’Ue, aveva ancora il dato più basso: il 57,6% contro il 64,7% della vecchia Europa. Il vostro paese è la lanterne rouge d’Europa, solo i paesi dell’Est hanno tassi peggiori. Il dato che più colpisce, che più preoccupa, è però quello della disoccupazione giovanile e quello di chi ha più di 25 anni. E l’altro problema è rappresentato dai pensionamenti anticipati. I gravi problemi economici del paese non sono stati affrontati seriamente dal governo Berlusconi, e infatti i dati sono peggiorati, anche se non tutti i problemi sono attribuibili all’operato dell’ultimo esecutivo. L’aspetto positivo della situazione attuale, da quello che posso percepire, è che comunque ormai tutti si rendono conto che non si può andare avanti così, e che bisogna intervenire. Quali sono le altre priorità? Servono riforme anche nel campo dell’educazione. Troppi pochi ragazzi completano la scuola, e anche all’università i risultati sono deludenti. Per numero di laureati, secondo l’Ocse, l’Italia si colloca al terzultimo posto, dopo il Portogallo e il Messico, tra i 30 paesi più industrializzati. Crede che avere personalità internazionali nel governo, come Mario Monti o Tommaso Padoa Schioppa, possa ridonare prestigio all’Italia dopo 5 anni di politici euroscettici e poco autorevoli? Ne sono sicuro. Conosco bene entrambi e sono personalità di assoluto rilievo, molto rispettati non solo in Europa, ma in tutta la comunità internazionale. Entrambi sarebbero innesti eccezionali nel team di Prodi.
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