“Risparmiare sulla sanità e sulla burocrazia; contro l’evasione accertamenti e non vessazioni. La legge Biagi sul mercato del lavoro va corretta”
“Bisogna fare un ‘corpo a corpo’ con il bilancio dello Stato, risparmiare sulla sanità perché alla crescita eccessiva della spesa non ha avuto corrispondenza il miglioramento dei servizi ai cittadini”. Francesco Rutelli, presidente della Margherita, intervistato da Radio 24, torna a parlare dell’obiettivo del centrosinistra per l’economia, di quella che definisce la “terapia d’urto per la crescita”.
Per Rutelli è necessario “tagliare i raddoppi della burocrazia: troppi enti, agenzie, istituzioni, anche locali e anche governate dal centrosinistra - spiega - moltiplicano i costi senza assicurare il miglioramento dei servizi”. Il presidente DL snocciola gli altri punti del programma economico: stabilizzare la spesa previdenziale, spostare il peso sul lavoro, sui giovani e sulla famiglia. Far tornare a crescere il paese facendo leva sulle liberalizzazioni, sul rilancio dei settori produttivi che hanno un riflesso immediato sull’occupazione come il turismo e la riqualificazione edilizia delle città. “Se l’Italia torna a crescere verso il 2% - sottolinea Rutelli - tornano i quattrini per rimettere ordine nei conti dello Stato e ridare fiducia alle famiglie”.
Un’altra fonte per migliorare lo stato dei conti pubblici è la lotta all’evasione fiscale. “L’evasione fiscale si combatte non con gli editti, non con i condoni, ma con accertamenti seri, senza vessazioni e senza accanimenti. Quando si varano gli studi di settore, che sono una procedura di accertamento concordata con le categorie, non bisogna dare l’obbligo del doppio peso con la contabilità ordinaria. È una contraddizione in termini”.
E sul mercato del lavoro va cambiata la legge Biagi. “Mantenere la flessibilità di ingresso nel mercato del lavoro, ma contrastare una precarizzazione che si sta diffondendo sempre più attraverso gli ammortizzatori sociali, maggiore formazione e garanzie previdenziali”, con la correzione “di alcune figure superflue e nocive”.
A proposito di lavoro e di economia, chi vincerà le elezioni dovrà affrontare anche la crisi dell’Alitalia. “Dobbiamo salvare l’Alitalia riportandola nel mercato, perchè non possiamo fare a meno di un vettore nazionale”. Rutelli ribadisce che la nostra compagnia di bandiera dovrà scegliere se allearsi con i francesi o gli olandesi, perché “senza questa strategia” non c’è possibilità di uscire dalla crisi, e definisce “una scelta strategicamente sballata, che è costata molto cara al nostro paese” dotare l’Italia, un paese medio grande, di due grandi aeroporti internazionali. Quello che serve è “mettere insieme una strategia di minore conflittualità nell’azienda, riconoscere le professionalità che ci sono e scegliere le alleanze internazionali. Non avere una compagnia di bandiera significa che i grandi flussi pregiati di turismo si spostano su altre nazioni e che l’Italia sarà costretta a farsi dettare l’agenda del turismo internazionale”: un’industria, ricorda il presidente della Margherita, cresciuta del 50% negli ultimi 25 anni e che ha visto l’Italia scivolare dal primo al quinto posto.
Infine, un accenno alle grandi opere e in particolare all’Alta velocità: “Non c’è da far ripartire la Tav, c’è da trovare un’intesa sull’impatto minore possibile per i cantieri. Ma la decisione è presa e la Tav della Val di Susa deve andare avanti”.
10/3/2006
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