Giorgio Cisini, Capogruppo della Margherita in Consiglio comunale di Piacenza, interviene sul caso Calderoli e sulla lettera di Polledri
Può darsi che il gesto che è costato le dimissioni di Calderoli sia solo un "episodio", come sostiene Polledri in una lettera aperta di cui ho appreso dal quotidiano "Libertà". Deve però spiegarlo anche al ministro degli esteri, Fini, per il quale "senza quell'episodio, apparso provocatorio, difficilmente l'Italia sarebbe stata un obiettivo".
Condivido - e con me il partito che rappresento in consiglio comunale - le parole del papa quando afferma il diritto dei cristiani a professare la loro fede ovunque e che le offese non giustificano l'intolleranza e la violenza, incompatibili con i sacri principi della religione.
L'impressione tuttavia è che dietro l'affermata volontà di difendere le "radici cristiane dell'Europa", di un partito che fino a non molto tempo fa era aduso a ben altri toni sia nei confronti della Chiesa che dello stesso pontefice, vi sia solo il tentativo di trasformare un tema molto delicato in argomento da campagna elettorale. Per spostare il più possibile l'attenzione dai problemi reali della gente, per sottrarsi al confronto sulle cose concrete e al giudizio su cinque anni di governo. Cercare di buttarla ?"sui grandi valori", per confondere di più le idee a chi deve andare a votare, lanciando un nuovo referendum tra i "buoni" e i "cattivi".
Credo sia dovere di ogni buon credente e di ogni buon cittadino denunciare il bieco tentativo di strumentalizzare ancora una volta la Chiesa. Tanto più chi si riconosce in un'idea di partito democratico deve metter in guardia da questo tipo di "bassa politica" mentre la gente soffre per la mancanza di lavoro e non arriva a fine mese. L'appello da lanciare allora è a non cadere nella nuova trappola (dopo quella delle tante promesse e del nuovo miracolo economico), di una presunta difesa di grandi valori da parte di uno schieramento. Giudico irresponsabile e pericolosa la chiamata a una nuova crociata e la provocatoria esibizione della famosa maglietta da parte di Calderoli perché sono convinto che la sconfitta del fondamentalismo e del terrorismo islamico non possa passare che attraverso il desiderio di sviluppo, di benessere e di democrazia dei paesi arabi moderati. Per questo stabilire un dialogo e forme di cooperazione non significa non "tenere la schiena dritta" ma dimostrare che la convivenza è possibile nel rispetto reciproco. Nel centrosinistra vi sono differenze su alcuni temi, ma è significativo che su temi come la multiculturalità, integrazione, accoglienza, solidarietà, visione di un'economia sociale, promozione di una politica del lavoro a misura d'uomo e non di solo profitto, corretto rapporto tra laicità e rispetto di coscienza e valori religiosi, visione comunitaria del consesso delle Nazioni, l'Ulivo e l'Unione hanno mostrato la freschezza di un programma serio che ha alla base un umanesimo "ispirato", lontano da qualsiasi visione utilitaristica della vita. Avremo modo di trovare un momento di approfondimento sul tema del dialogo, a partire dal riconoscimento della dignità umana della persona, prima di qualsiasi identità, fra le civiltà, le culture, le religioni, l'incontro tra di esse e una sana e non sprovveduta "contaminazione".
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