«Chi mi ostacola sia coerente, passi all'opposizione»
Il sindaco rompe il silenzio sul caso Balzer, rilancia il suo impegno ma alla maggioranza chiede lealtà. Mandato-bis? «Si vedrà»
Lo scambio di auguri con gli organi di stampa. Un appuntamento natalizio diventato tradizionale in municipio. Che spesso si carica di attese superiori. Mai come quest'anno, dopo le forti fibrillazione nella maggioranza seguite al caso Balzer. Sin qui sempre no comment, o quasi, dal sindaco Roberto Reggi, nonostante sul tavolo dell'Unione addirittura le sue dimissioni ci siano finite in queste settimane, a dimostrazione di quanto alta fosse la posta in gioco.
Ricandidato? Voglio un coro di sì
Ma non certo da dimissionario ha parlato il sindaco, esibitosi ieri in un crescendo di orgoglio per quanto fatto sinora e per i programmi da completare da qui a fine mandato. Un Reggi che ha rilanciato alla grande in vista della scadenza elettorale del 2007. Oltre quel crinale ancora non volge però lo sguardo. E il perché lo ha spiegato incalzato dal direttore di Libertà, Gaetano Rizzuto, che lo ha chiamato a scoprirsi sulle sue intenzioni di ricandidatura: «Nel 2002 accettai la proposta perché me la fecero tutti i partiti, farò così anche stavolta». Reggi attende cioè una corale chiamata alla ricandidatura dalle forze dell'Unione. Ma se quattro anni fa si prese solo una settimana di tempo per sciogliere la riserva, questa volta ne occorreranno due perché significa dover mettere in conto un altro mandato con la vita privata azzerata, senza contare le prospettive professionali a Edipower, il suo ex datore di lavore, che resterebbero bloccate. «È come andare in galera», ha scherzato il sindaco.
All'opposizione chi rema contro
Per farsi assai serio, però, nel toccare subito dopo il nodo dei contrasti nella maggioranza scoppiati sul caso Balzer, con quell'ordine del giorno sul bando di gara per la gestione del bar approvato un mesetto fa da Ds, Piacentini Uniti e quasi tutta Rifondazione che suonò da mezza sfiducia alla giunta. Sul punto ieri Reggi ha rotto il prolungato silenzio, e lo ha fatto togliendosi i sassolini dalle scarpe: «C'è qualcuno che ha già deciso che non vado bene (come candidato nel 2007, ndr), qualcuno che è già passato all'opposizione e qualcuno che ci passerà se sarà coerente. Mi auguro che chi non intende più appoggiare questa maggioranza lo faccia il prima possibile perché fa chiarezza per tutti ed evita di riportare la città nella palude in cui era abituata a stare».
La palude e l'ex amico Miglioli
Sul concetto Reggi ha insistito («Evitare la palude, è l'obiettivo che dobbiamo continuare a perseguire») e prima si era lamentato del «clima sempre più avvelenato» che da Roma fino alle periferie guasta la politica. Ma qui era evidente che si trattava del rapporto con l'opposizione («Si arriva allo scontro su tutto, mi auguro che noi non ci lasceremo influenzare nemmeno in periodo elettorale»), più sibillino invece sulla "palude". Con chi ce l'aveva? Fuor di dubbio che quel «qualcuno che è già passato all'opposizione» sia Antonio Levoni, l'ex ds da tempo passato al gruppo misto in rotta con la maggioranza; mentre quando ha parlato di chi sarebbe bene che ci passasse (all'opposizione) avendo maturato sul sindaco un giudizio negativo, ai più è parso chiaro che il riferimento fosse a Sandro Miglioli, l'esponente dei Piacentini Uniti, padre della lista civica nata come sponsor di Reggi, con cui però i rapporti si sarebbero ormai irrimediabilmente guastati (e non solo per il Balzer, ultimo di una serie di casus belli).
Replica agli industriali: ingrati
Ma non è stato questo l'unico sassolino che il sindaco si è voluto levare dalla scarpe. Nel rivendicare i risultati di un'amministrazione che, «come è sotto gli occhi di tutti, sta cambiando volto» a Piacenza rilanciandola su tutti i fronti (vedi articolo a fianco), Reggi ha replicato a distanza agli industriali che nei giorni scorsi avevano sparato sul Comune giudicato colpevole di frenare il territorio con servizi alle imprese inadeguati, alti costi della burocrazia, infrastrutture insufficienti. «Ci hanno attacato pesantemente i nostri imprenditori, ma sorrido. Credo che tutti debbano fare la loro parte per il rilancio del territorio, non solo gli enti locali e questo gioco allo scarica-barile mi amareggia. Certo lo prendo come stimolo, l'efficienza amministrativa sarà tra le priorità del 2006».
Città tiepida, turismo al palo
Così il sindaco, che un'altra frecciata l'ha mandata parlando delle politiche per il turismo. «Noi ci crediamo nell'obiettivo di far diventare Piacenza sempre di più una città d'arte e vivace culturalmente»; e tuttavia «vogliamo davvero attirare turisti?» Comincia ad «avere dei dubbi», Reggi, perché «tutte le iniziative che facciamo mi sembra che la città faccia fatica a sopsarle in pieno. Però perseveriamo perché siamo convinti che puntare su qualità ambientale e offerta culturale sia la strada giusta». Dunque buon Natale, Piacenza.
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