sabato 19 novembre 2005

Lo Stato Etico sgradito ai Laici (di Sergio Luzzatto)

Dal Corriere della Sera del 19/11/05

Lettura consigliata per chi, nel cosidetto centro-destra, pensa ancora di essere erede di Cavour e Einaudi e critica chi, liberale, lavora nella e per la Margherita DL.

Non avrei mai osato sperare che, fra le mille sue gravi occupazioni, il presidente della Camera trovasse il tempo di replicare all’umile mia richiesta di spiegarci finalmente la differenza tra laicità e laicismo. E invece Pier Ferdinando Casini lo ha fatto, sul Corriere di giovedì scorso. Peccato soltanto che la sua risposta suoni parecchio più inquietante di ogni possibile silenzio. Lo Stato laicista - scrive Casini - «è quello che relega la religione nella sfera privata e le nega ogni rilevanza nella sfera pubblica». Mentre lo Stato laico «è quello che rispetta Dio e le religioni e nella loro libera professione vede un elemento di ricchezza e di progresso».
Nella sostanza, se non nella forma, la definizione di Stato laicista proposta da Casini - che vorrebbe essere negativa, anzi infamante - è quella stessa che sui nostri libri di scuola ci è stata insegnata come la definizione dello Stato laico. Riecheggia l’idea di Cavour, di una libera Chiesa in un libero Stato. E corrisponde allo spirito della nostra Costituzione repubblicana.
La definizione che Casini propone dello Stato laico - che vuole essere positiva o addirittura edificante - ricorda tutt’altro. Gratta gratta, si scopre che il presidente della Camera accarezza l’idea di uno Stato che decida lui quello che è bene (per esempio, la religione) e quello che è male (per esempio, l’ateismo).
Ma questo non è affatto lo Stato laico. È lo Stato etico. Il preferito da Giovanni Gentile e dall’«uomo della Provvidenza».

Nessun commento:

Posta un commento