venerdì 27 maggio 2005

Documento Circolo Margherita Castelvetro su progetto 3° Ponte sul Po

La Margherita di Castelvetro Piacentino intende apportare il proprio contributo al dibattito in corso sul progetto del nuovo ponte sul Po tra Cremona e Castelvetro, in un’ottica costruttiva e collaborativa, nell’interesse dei cittadini.

Circolo di Castelvetro Piacentino 25 maggio 2005


DOCUMENTO DELLA MARGHERITA DI CASTELVETRO SUL PROGETTO DI
NUOVO PONTE SUL PO TRA CREMONA E CASTELVETRO

La Margherita di Castelvetro Piacentino intende apportare il proprio contributo al dibattito in corso sul progetto del nuovo ponte sul Po tra Cremona e Castelvetro, in un’ottica costruttiva e collaborativa, nell’interesse dei cittadini.

Sintetizziamo la nostra posizione nei punti seguenti:

1) L’operato dell’Amministrazione del Comune di Castelvetro è a nostro avviso inadeguato e contraddittorio. Importanti esponenti della Giunta Comunale attuale e/o passata hanno più volte attaccato negli ultimi tempi la Società Autostrade Centro Padane e la Provincia perché si tratterebbe di un’iniziativa “calata dall’alto”. In realtà se si è giunti a questo punto, lo si deve ad un accordo istituzionale (Protocollo d’intesa) stipulato nel 1998 tra i vari soggetti interessati, firmato anche dal Comune di Castelvetro nell’allora Sindaco Barbieri. In quel documento, si trova scritto, tra l’altro, che “la soluzione dei problemi connessi all’attraversamento dell’abitato di Castelvetro si potrà avere con la realizzazione della nuova infrastruttura, oggetto dell’intesa”. Inoltre, a seguito di quell’accordo si è più volte riunito un tavolo tecnico a cui ha sempre partecipato un rappresentante di Castelvetro.
E’ troppo comodo dimenticarsi ora di questi fatti, l’Amministrazione di Castelvetro deve assumersi le proprie responsabilità ed esprimere in modo chiaro la propria posizione (oggi ancora “nebulosa”) e che cosa intende fare concretamente per risolvere i problemi del traffico veicolare (pesante e leggero), di cui è in buona parte responsabile, non avendo saputo progettare ed attuare, dal 1994 ad oggi, un efficace piano viabilistico a fronte dello sviluppo commerciale e residenziale del territorio.

2) Per contrastare una situazione di traffico e inquinamento a Castelvetro, giunta a livelli ormai insostenibili (gli allarmanti dati pubblicati dall’ARPA lo dimostrano), è indispensabile fare qualcosa. Noi abbiamo da tempo sostenuto la proposta, come soluzione ideale e meno impattante dal punto di vista ambientale, di una “mini-tangenziale” che parta dall’uscita dell’attuale ponte per sboccare in prossimità del Centro Commerciale Verbena nei pressi della località Cristo.
Se comunque la soluzione individuata dai soggetti preposti (sulla base del suddetto protocollo) è quella del nuovo ponte, in quanto fortemente strategica e più realisticamente attuabile (anche in considerazione delle disponibilità finanziarie del soggetto attuatore, Società Autostrade), riteniamo che sia giusto procedere nella sua realizzazione (compiendo ogni sforzo possibile per un inserimento ambientale dell’opera con i criteri più rigorosi a livello europeo), ma proponiamo una modifica rispetto al tracciato del progetto definitivo presentato. Riteniamo infatti che il collegamento della nuova infrastruttura all’Autostrada A21 in territorio piacentino debba avvenire non all’altezza dell’attuale casello di Castelvetro, ma nei pressi della località “La Villa” con la creazione di un nuovo casello. Tale soluzione sarebbe a nostro avviso migliore in termini di viabilità interna al nostro comune ed eviterebbe di “chiudere” all’interno di un “anello autostradale” il territorio di Castelvetro e di vincolarne così il suo futuro sviluppo.

3) Un’infrastruttura di rilevanza nazionale come quella del nuovo ponte deve essere concepita non solo con la finalità di “deviare del traffico”, ma anche con l’obiettivo di creare sviluppo. In particolare, riteniamo che, in presenza di un’opera la cui realizzazione durerà almeno 4 anni con un costo previsto di oltre 200 milioni di euro, si debba procedere da subito per creare le condizioni affinché si generino le massime ricadute economiche e occupazionali possibili, in termini di indotto, per le imprese di Castelvetro e della zona piacentina. In quest’ottica, proponiamo la costituzione di un tavolo, con rappresentanti di Enti Locali, associazioni imprenditoriali, organizzazioni sindacali, associazioni ambientaliste, per studiare le condizioni e presentare proposte funzionali al coinvolgimento delle imprese di Castelvetro e della zona piacentina nell’attuazione dei lavori della nuova infrastruttura, anche con riferimento alle opere di mitigazione ambientale.

Nessun commento:

Posta un commento