In Comune la petizione popolare: sì ad una cintura di parchi intorno alla città
Mille firme per una città più verde, meno espansa in cemento, più ossigenata, capace di saldare in modo armonico il tessuto urbano con la nostra campagna. Come? Attraverso una cintura di parchi e di aree tutelate che proteggano Piacenza come uno scudo naturale, connettendosi alle vallate. Di più, si vorrebbe portare una controffensiva dentro il cuore urbano: favorendo processi di rinaturazione della città, ampliando la dotazione di verde pubblico, incrementando i percorsi ciclo-pedonali. E' questa la filosofia messa in campo dal Forum per l'Urbanistica Partecipata (di cui fanno parte numerosi architetti piacentini dalla vocazione ambientalista), organismo a nome collettivo che non ha un vero e proprio portavoce o presidente. Ecco, dunque, la petizione popolare del Forum, una delle primissime per Piacenza, da sottoporre all'attenzione del consiglio comunale. E' significativo, tra l'altro, che questo strumento previsto dai regolamenti comunali sulla partecipazione - e che sfocia in una seduta del Consiglio comunale “chiamato” dai cittadini a pronunciarsi - sia stato usato, pionieristicamente, sempre per questioni legate al verde e alla tutela del territorio: la prima petizione arrivata all'attenzione di Palazzo Mercanti (e tuttora in itinere) riguarda l'ampliamento del Parco della Galleana, la seconda è questa di cui trattiamo. In una campagna di pochi mesi sono state raccolte mille e trentasei firme rispetto alle cinquecento necessarie per la procedura. La petizione è stata consegnata un paio di giorni fa al presidente del consiglio comunale, Benedetto Ricciardi. Ora sia attende l'espletamento dell'iter necessario per portarla in consiglio.
Questo documento è nello spirito dei tempi, e tenta di fornire una risposta al bisogno di azioni strutturali a favore della vivibilità urbana in una stagione di crescente inquinamento e nel bel mezzo delle più laceranti discussioni politico-amministrative sui piani urbanistici in realizzazione che caricano ancor più la città di costruito. Non a caso, uno dei punti più delicati della petizione chiede agli amministratori non solo di adottare un Piano del verde, ma anche di attuare una variante integrativa all'attuale Piano regolatore vigente che anticipi misure di salvaguardia del sistema ambientale urbano ed extraurbano agricolo da inserire nel futuro Piano Strutturale Comunale, come disciplina la Legge regionale n.20.
La petizione è breve, ma accompagnata da un documento di una quindicina di pagine chiamato “Piano strategico del verde” che già contiene un'articolata proposta per la tutela e la valorizzazione economica, sociale, ambientale e culturale del verde urbano e del verde territoriale agricolo.
pat.sof.
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