Martedí 05.08.2008 16:27
da Affaritaliani.it
"Ne penso male, ovviamente. Perché sarebbe il caso di concentrare gli sforzi per avere mezzi di comunicazione più efficienti di quelli attuali. Quindi non ne penso bene, mi pare ovvio. Anzi, è uno specchio del fatto che certamente nel Partito Democratico ci sono diverse correnti. Usiamo pure questa parola, così come ci sono state in tutti i partiti, ivi compreso il Partito Comunista Italiano. Solo che non c'erano tanti organi di stampa". Massimo Cacciari, intervistato da Affaritaliani.it, parte dalla nascita di YouDem.tv - la televisione del Pd che affiancherà la dalemiana RedTv - per una vera e propria requisitoria contro il suo stesso partito, senza risparmiare pesanti critiche a Walter Veltroni.
Anche per quanto riguarda i quotidiani ci sono l'Unità, Europa... "Esattamente. Adesso c'è proprio una bella confusione. La mia opinione è quella che dovevamo andare a un solo giornale, a un organo di stampa unico ed eventualmente a una trasmittente unica. Mi pare evidente che si debba lavorare in quella direzione e all'interno di quella sede, come accadeva per l'Unità.. dove parlava Amendola e parlava Ingrao. Non è che non ci fossero le correnti, ma era bene che dialogassero in una sede unica".
Antonio Bassolino ha deciso di non firmare “Salva l'Italia!”, la petizione che il Partito Democratico ha promosso contro il governo. Che cosa ne pensa? "Al di là del fatto che nemmeno io firmerò, perché sono il sindaco di Venezia e non il segretario del Pd della mia città; ma a parte questo, mi sembra un'iniziativa sballata. Perché, ripeto, il problema oggi del Partito Democratico è quello di organizzare se stesso e non di dare una spallata al governo che significherebbe frantumarsi la spalla. Perciò non firmo, assolutamente no".
Però il divorzio con Di Pietro è un fatto positivo... "Le rotture non sono mai dati positivi. Sono qualcosa che quando accadono è inevitabile, ma nei partiti o in una coalizione non sono mai fatti positivi, a meno che non facciano chiarezza e non rafforzino chi decide di rompere. Conosco Di Pietro da quindici anni e con lui rimane aperto il dialogo. Si fanno le unità poi ci si divide e poi si torna insieme e poi ci si divide di nuovo. A seconda delle condizioni meteorologiche il rapporto con Di Pietro muta. E' stato e sarà sempre così. Mai drammatizzare la divisione con Di Pietro e mai enfatizzare l'unità con Di Pietro. Perché va e viene".
Come valuta le ultime mosse di Veltroni? "Insufficienti. Voto sei meno", taglia corto Cacciari. "Dovrebbe concentrarsi semplicemente sull'organizzazione del partito in una chiave federale, valorizzando tutte le autonomie e le forze politiche locali. Su questo si dovrebbe lavorare. E per il momento, circa il governo, una normale opposizione parlamentare senza sperare di creare movimenti di massa tali da mettere in crisi Berlusconi. Collaborare con lui e concertare con il premier, laddove possibile, sui grandi argomenti come le riforme e poi concentrarsi sull'organizzazione del Partito Democratico prima che vada a puttane alle Europee del prossimo anno. Questo dovrebbe fare Veltroni".
Appunto le elezioni europee. Gli ultimi sondaggi non sono positivi per il Pd... "Per forza che non sono buoni! Sarebbe un miracolo se lo fossero! Un partito che territorialmente non è ancora radicato, che deve ancora stabilere la sua strategia e che ha questi problemi interni di leadership... perché mai i sondaggi dovrebbero essere buoni? Non ce n'è motivo".
E se il Pd prendesse meno del 30%, come alcuni sondaggi indicano oggi? "Si aprirebbe sicuramente un casino per quanto riguarda Veltroni. E' evidente che sotto il 30% ci sarebbe un grosso problema anche per la segreteria. Chiaramente è così". D'Alema al posto di Veltroni? "Ma no... D'Alema sa perfettamente che non potrà mai essere il segretario del Partito Democratico, non è mica scemo... Bersani potrebbe essere un nome. E anche Enrico Letta, certo". E Massimo Cacciari? "No, proprio no".
Nessun commento:
Posta un commento