Una nuova Associazione per costruire un centro-sinistra modernizzatore nel segno del riformismo e delle idee liberali
di
Carlo Annoni
Filippo Fornaroli
Giovanni Rossi
Stare all'opposizione in se non è un dramma e dovrebbe essere fisiologico trovarcisi ciclicamente.
Un Paese democratico non solo prevede, ma presuppone alternanza.
L'alternanza è necessaria per predisporre nuovi gruppi dirigenti e nuove proposte per il governo del Paese.
Il dramma di un Paese democratico si ha quando quella Nazione non riesce a produrre alternanza di governi, ovvero quando una parte risulta strutturalmente perdente.
Ed è un dramma perchè l'occupazione permanente dello Stato, da parte di uno schieramento, qualunque sia, diminuisce le difese della democrazia contro i mali della corruzione e della clientela.
Inoltre la mancanza di alternanza crea le condizioni di svuotamento del senso dello Stato come patrimonio comune, minando quindi la fiducia dei cittadini nello Stato.
Se riconosciamo la necessità dell'alternanza per una democrazia sana, allora supremo fine dell'opposizione è quello di selezionare gruppi dirigenti da candidare credibilmente al governo e proposte politiche che suonino credibili e ragionevoli a fronte dell'elettorato.
Questa è l'opposizione che serve al Paese.
Esiste questa opposizione in Italia oggi?
A nostro parere no.
L'opposizione, viscerale alla Di Pietro o quanto meno confusa come quella attuale del PD, ci sembra lontana dalle esigenze del Paese.
A fronte di proposte avanzate dal Governo, complessivamente meritevoli quanto meno di interesse (Finanziaria, Misure anti-fannulloni di Brunetta, pacchetto sicurezza, libro verde Sacconi), il PD, che della attuale opposizione è cardine, si è fermato ad una contrarietà che ai più suona preconcetta e ingiustificata.
A fronte dei problemi relativi al benessere minacciato e alla insicurezza dei cittadini, le risposte della PDL non possono essere considerate con sufficienza, ma vanno affrontate nel merito, e se del caso vanno appoggiate.
E' quello che il PD ha fatto? Non ci sembra. A fronte di risposte comunque meritevoli di analisi, il PD ha replicato con litanie e petizioni tra l'altro ripetute dalle solite facce, in gran parte di scuola Frattocchie.
Questo non rende credibile l'opposizione che appare in balia dei gruppi di interesse conservatori e miopi che già ne avevano paralizzato l'azione durante l'ultimo governo Prodi.
Ricordando che la credibilità è legata alla capacità di elaborare e realizzare risposte ai problemi concreti delle famiglie e delle imprese italiane, abbiamo il sospetto che servano nuovi soggetti politici per conquistare al centro sinistra una chance alla alternanza.
Questo perchè, per esperienza diretta, temiamo che alla base della opposizione attualmente rappresentata dal PD, ci sia una cultura politica arretrata, di fondo ancora classista, confessionale e con qualche venatura anti-sistema.
Un cultura da post-compromesso storico, in cui, caduta l'ideologia comunista, rimangono esteriorità, molta tattica e pochissima visione, con un pò di buonismo e tanti luoghi comuni.
Mancando di una visione chiara, tra cultura giustizialista e post-comunista il rischio è costruire una opposizione "contro", più che "per". Esattamente quello che fu il limite principale dell'Ulivo, e che l'elettorato ha punito duramente e inequivocabilmente.
In queste condizioni, la costruzione di una opposizione che sappia diventare una reale alternativa di governo al centro-destra, richiede oggi un paziente e profondo lavoro culturale, che faccia pragmaticamente sintesi delle idee e dei valori del liberalismo democratico, del cattolicesimo sociale e del socialismo liberale, da sempre presenti nella politica italiana, ma nell'ambito del centro-sinistra da sempre soffocati dalla cappa egemonica comunista prima e post-comunista poi.
Solo partendo da queste culture sarà possibile credibilmente affrontare le aspettative degli italiani e anche di quel blocco sociale che oggi rende vincente il centro-destra.
Si tratta di costruire una agenda politica al passo con i tempi, in grado di fronteggiare con successo le opportunità e i rischi che globalizzazione e storia patria ci hanno portato in dote. E questo costruendo dei nuovi e piu' credibili gruppi dirigenti, culturalmente attrezzati per comprendere le sfide attuali e vincerle.
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Anche per questo abbiamo dato vita, con un gruppo di amici, all'Associazione "Libertà e Responsabilità".
Una Associazione che non si identifica con Partiti, gruppi o correnti politiche pur ponendosi finalità culturali e politiche.
Per informazioni la email è: associazione.lr@gmail.com
Carlo Annoni
Filippo Fornaroli
Giovanni Rossi
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