da Il Foglio del 1 luglio 2008, pag. 3
Il piano di risanamento per Alitalia a cui sta lavorando Corrado Passera è più drastico di quello presentato a marzo da Jean-Cyril Spinetta. Le misure di "rottura con il passato’ (parola del presidente Aristide Police) sembrano molto incisive. La road map e la boxata dall’advisor, secondo fonti vicine al dossier, si baserà su quattro passaggi, concatenati e non trattabili: cessione di rami d’azienda, esuberi, integrazione con Airone e alleanza internazionale. Sarà quindi interessante seguire le mosse di un sindacato.in forte crisi di rappresentanza, nel nuovo scenario più severo e più incerto da un punto di vista industriale. Dopo aver liquidato come irricevibile la proposta parigina di 2.100 esuberi, con ammortizzatori, come giustificherà gli oltre 4.000 di cui si parla oggi? La cordata italiana fu annunciata con grande fervore nella campagna elettorale del Cav. (con Tremonti perplesso), ma, occorre ricordare, ottenne ampio sostegno dai rappresentanti sindacali, Anpac e Cisl in testa. Quale giudizio darà ora Raffaele Bonanni alla proposta di spacchettare l’azienda dopo che svillaneggiò il piano Spinetta che prevedeva il reintegro nell’Alitalia francese di 3.300 dipendenti di Alitalia Servizi e il vincolo di contratti a otto anni con le officine della Atitech di Napoli? E il comandante Fabio Berti - che in una settimana passò dal sostegno incondizionato a Parigi alle minacce di aquila selvaggia - che cosa dirà ai suoi piloti quando la scure dei 4.000 tagli cadrà anche sulla sua categoria?
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