lunedì 15 ottobre 2007

PD, OLTRE TRE MILIONI DI VOTI VELTRONI AL 75,7%

In base alle proieizioni definitive a Rosy Bindi va il 13,3% dei voti, mentre Enrico Letta ottiene il 10,8%. Restano infine ciascuno allo 0,1% Mario Adinolfi e Piergiorgio Gawronski

da ANSA.it

ROMA - Il governo non ha nulla da temere dal Partito democratico e dal plebiscito con cui è stato scelto il nuovo segretario. Il premier Romano Prodi e il nuovo leader del Pd Walter Veltroni si abbracciano, brindano insieme e vanno insieme in televisione e assicurano il popolo delle primarie: "Non litigheremo". E' la serata dei tre milioni e trecentomila cittadini che hanno partecipato alle primarie, è la notte del 75,7% dei voti per il sindaco di Roma. E i due protagonisti, il padre dell'Ulivo e il neosegretario, assicurano militanti ed elettori, e anche gli alleati dell'Unione, che guardano all'evento di oggi da spettatori interessati al futuro del centrosinistra e della tenuta del governo, che nelle ultime settimane ha vissuto momenti di tensione e di fibrillazione. E che nei prossimi due mesi ha la prova del nove della Finanziaria. Ebbene, il Pd non sarà un elemento destabilizzante per l'esecutivo e per il presidente del Consiglio. Il Professore e i cinque candidati si presentano in conferenza stampa, nel tendone allestito in piazza Santi Apostoli. Veltroni ha appena festeggiato in Piazza di Pietra, circondato dall'entusiasmo di centinaia di sostenitori. Lui e il numero due Dario Franceschini si spostano e vanno a salutare Prodi. Una mezz'ora con brindisi assieme anche agli sconfitti: Rosy Bindi, Enrico Letta, Mario Adinolfi e Piergiorgio Gawronsky. Poi la scena è solo loro. Prodi e Veltroni in diretta a Speciale Tg1.

"Volete che litighiamo? Allora - è l'esordio del sindaco - lo facciamo subito. Se è per farvi contenti...". Gli elettori, assicura, "non hanno certo votato per il conflitto, semmai per il contrario. E saranno onorati". Per tutta la serata, già dal suo arrivo a Roma in treno poco prima di cena, il premier ripete instancabile lo stesso concetto: "Il governo non solo non ha nulla da temere, ma sarà rafforzato in modo vitale". Prodi poi usa solo il miele per quello che fu il suo vicepresidente del Consiglio nel '96. ''Io e Walter - ricorda - siamo nati politicamente insieme e siamo cresciuti insieme". Quindi una considerazione che più prodiana non si può, che riguarda la legittimazione di un segretario scelto dai cittadini: "I leader che vengono eletti in questo modo sono diversi da quelli eletti in ambiti più ristretti". Insomma, i due si mostrano in piena sintonia.

Veltroni ribadisce ovviamente ciò che ha detto negli ultimi mesi e cioé "il pieno sostegno al governo che sta guidando il Paese e lo sta trasformando". E, dopo aver ricordato che "per me e Prodi la giornata di oggi è la realizzazione di un segno sempre sperato", il sindaco assicura: "Romano Prodi ed io abbiamo da dieci anni un rapporto a prova di bomba". Sembrano dunque lontane le polemiche e le punture di spillo degli ultimi giorni di campagna elettorale, come lo scambio vivace sul rimpasto di governo. Il segretario torna a ripetere che l'eventuale decisione di 'tagliare' il numero dei ministri "spetta al premier e lui sa che il Pd sosterrà la scelta che lui riterrà più giusta". Prodi getta lo sguardo alle riforme della Costituzione e della legge elettorale per dare stabilità alla politica e al Paese. Veltroni è d'accordo: "Ho parlato di otto mesi per approvare la riforma costituzionale. Se lo facciamo, possiamo sbloccare il Paese".

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