Comunicato emesso dal Gruppo Italiano dell'Internazionale Liberale
(E. Bianco, N. D'Amico, C. Dato, M. Leddi, A. Maccanico, A. Marcucci,, V. Zanone)
Noi componenti del Gruppo Italiano dell'Internazionale Liberale apprezziamo il fatto che nel "Manifesto per il Partito Democratico" il pensiero politico liberale venga riconosciuto fra le fonti essenziali dalla quali il nascente partito dovrà trarre la propria ispirazione.
Ma non condividiamo il fatto che nella carta fondante del nuovo Partito, riguardo i rapporti fra Stato e Chiesa, si compia una scelta concordataria, addirittura proiettata verso il futuro.
È noto che molti liberali avversarono l'art. 7 della nostra Costituzione; è altresì noto che il pensiero politico liberale ha in generale contestato e combattuto l'approccio concordatario. All'interno dello stesso mondo cattolico, sono state e sono presenti posizioni anti-concordatarie.
Noi sappiamo bene che nel Parlamento e nella politica italiana - forse sarebbe diverso fra i cittadini - non esiste oggi una maggioranza capace di abrogare l'art. 7 della Costituzione.
Ma non ci si può chiedere di rinunciare a proporre, anche in futuro, il superamento del sistema concordatario.
Dunque, o nel Manifesto del Partito Democratico sarà riconsiderato l'obbligo del vincolo concordatario, oppure noi componenti del Gruppo Italiano dell'Internazionale Liberale non potremo dare la nostra adesione.
Roma, 14 febbraio 2007
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