lunedì 25 settembre 2006

LE BELLE STATUINE

Un intervento di Antonio Cerreto sul PD

Il dibattito politico che si sta sviluppando a livello nazionale sul futuro partito democratico (a favore o contro) è a tratti abbastanza stucchevole, caratterizzato com’è da un atteggiamento statico,tipo ‘belle statuine’ appunto, molto attento a cogliere la collocazione dei protagonisti (stanno a sinistra-sinistra o piu’ a centro-sinistra?sono “radicali” o “moderati”?) e invece assai carente nel proporre i contenuti su cui dovrebbero definirsi identità e contorni del nuovo soggetto politico.
Questo modo di discutere puo’ servire al massimo per scattare una foto di gruppo,ma non ci aiuta a elaborare proposte e idee utili per la società che abbiamo di fronte.
L’identità del futuro partito dovrà invece definirsi proprio in relazione alle grandi esigenze di cambiamento che ci aspettano,sulla base delle quali è necessario saper suscitare una grande discussione nel Paese.

Sono i temi di una nuova uguaglianza: attraverso politiche di redistribuzione del reddito e del sapere, ponendosi l’obbiettivo prioritario di ridurre le disuguaglianze -sociali e di conoscenza - che nella nostra società tornano a manifestarsi in maniera ormai brutale.
I temi di uno sviluppo che affermi la complementarietà di sfera economica e sfera sociale e che sappia rilanciare lo sviluppo, combattere la povertà e le disuguaglianze sociali attraverso lo sviluppo prioritario della risorsa umana.
I temi di nuove tutele sociali nel mondo globalizzato e incerto, e quelli della difesa del singolo,della persona di fronte allo strapotere manipolatorio della tecnologia: si pensi ai problemi posti dalla sperimentazione genetica,o, su tutt’altro versante , ai problemi di tenuta di un sistema democratico ove tutti i mezzi di informazione e formazione dell’opinione pubblica fossero in mano a pochissimi, potentissimi soggetti…
Il tema della convivenza tra culture diverse: per affermare un’etica del riconoscimento,della cittadinanza,del dialogo,contro la logica dello scontro tra civiltà.
Il tema di un mondo multipolare, per un’Europa ‘area di pace e di civiltà’ , per un rilancio del ruolo della Nazioni Unite.
Per una riaffermazione forte dei valori Costituzionali di cittadinanza, Stato e Istituzioni laiche, di cui tutti possano sentirsi parte, in cui tutti possano riconoscersi, contro le derive integraliste e identitarie.

Valori di fondo su cui definire un’identità riformista forte, su cui impegnarsi per scelte politiche concrete, su cui costruire un forte partito democratico del centrosinistra, in grado di rappresentare e dare risposta ai bisogni di partecipazione e di cambiamento, alle attese di gran parte del nostro Paese.

Gli anni di legge elettorale maggioritaria hanno definito una cultura politica comune a gran parte dell’elettorato di centrosinistra, unito su alcuni grandi valori di fondo, cittadini che ormai guardano con crescente fastidio politicismi,sottigliezze incomprensibili, settarismi e narcisismi con cui pezzi di burocrazie intendono conservare le loro rendite di posizione.

Il nascente partito democratico, deve sapere superare tutto questo,e i soggetti e le individualità promotori devono saper coinvolgere nella discussione e nella fase costituente - e ora,subito, non aspettando un ‘domani’ indefinito - il popolo delle primarie, il mondo dell’associazionismo, i tanti cittadini che vogliono un cambiamento e un miglioramento nella società e nella vita quotidiana, e saper costruire insieme a tanti una grande proposta di trasformazione radicale della nostra società e anche della politica: che sia un processo avviato anche dal basso,dai territori, dai cittadini.
Si, nei suoi valori di fondo dovrà essere, forte, intransigente e radicale il riformismo dell’Ulivo.
Antonio Cerreto

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