lunedì 8 maggio 2006

Per i problemi dei pendolari va sollecitata la Regione

Dove le Regioni hanno svolto una vigilanza (Liguria e Piemonte) sull'effettiva erogazione del servizio come da contratto, Trenitalia è stata costretta a ripristinare i treni cancellati

Lettera aperta al sindaco Reggi da parte di ETTORE FITTAVOLINI (presidente Assoc.Pendolari Piacenza)

da Libertà 8/5/2006

Egregio signor sindaco,
con riferimento alla sua lettera del 2 maggio inviata al direttore generale di Trenitalia, della quale siamo venuti a conoscenza tramite un articolo pubblicato su "Libertà", le esprimiamo il nostro ringraziamento ed apprezzamento per la sensibilità dimostrata alle purtroppo (!) irrisolte problematiche legate al sistema di trasporto ferroviario utilizzato dai pendolari piacentini.
Desideriamo tuttavia segnalarle che, a nostro avviso, la sua azione di sensibilizzazione e di sostegno sarebbe senz'altro più mirata ed efficace se, oltre alla sopra citata comunicazione destinata ai vertici di Trenitalia, si aggiungesse una richiesta, altrettanto chiara e precisa, indirizzata alla Regione Emilia-Romagna, ed in particolare all'Assessore ai Trasporti.
Riteniamo infatti, alla luce degli attuali schemi normativi vigenti, che queste ultime istituzioni rivestano un ruolo di rilevanza assoluta nel processo di risoluzione delle problematiche legate al sistema di trasporto ferroviario.
Le ricordiamo brevemente che in ottemperanza al decreto legislativo 19/11/1997 n.442 ("Conferimento alle regioni ed agli enti locali di funzioni e compiti in materia di trasporto pubblico locale") infatti "sono delegati alle Regioni i compiti di programmazione dei servizi di trasporto pubblico regionale" (art.6.1), compresi " i servizi ferroviari in concessione alle Ferrovie dello Stato Spa. di interesse regionale e locale " (articolo 9.1).
Inoltre, "i servizi minimi, qualitativamente e quantitativamente sufficienti a soddisfare la domanda di mobilità dei cittadini devono essere definiti tenendo conto del pendolarismo scolastico e lavorativo (articolo 16.1)" e che " tra più soluzioni atte a garantire, in condizioni analoghe, sufficienti servizi di trasporto, occorre scegliere quella che comporta i minori costi per la collettività "articolo16.1) .
In considerazione a quanto esposto, Le suggeriamo vivamente di identificare nella Regione il corretto interlocutore di riferimento al quale formulare richiesta esplicite e solleciti finalizzati alla tutela della qualità del trasporto ferroviario pendolare, già gravemente compromesso con l'entrata in vigore del nuovo orario dell'11 dicembre scorso.
Ci appare infatti assolutamente comprensibile, in una logica di mercato e di relazione cliente-fornitore, che vede contrapposti rispettivamente Regione e Trenitalia, che quest'ultima formuli proposte che massimizzino il profitto aziendale e che spetti alla Regione il compito di vigilare, nei confronti di qualunque fornitore, affinchè venga erogato un servizio di qualità corrispondente alle esigenze dei cittadini e in linea con le disposizioni di legge.
Contestare direttamente a Trenitalia l'inadeguatezza delle soluzioni proposte ci sembra quindi formalmente scorretto e, di fatto, improduttivo in quanto non si agisce sugli organi preposti per legge alla pianificazione e al monitoraggio del trasporto ferroviario regionale.
Abbiamo anche constatato che nella sua lettera, signor sindaco, non cita la Regione tra gli organi istituzionali che condividono l'insoddisfazione per l'attuale livello di servizio erogato.
Ci chiediamo pertanto se ciò equivalga ad un implicito rifiuto da parte della Regione ad ammettere la scarsa efficacia dell'attuale sistema ferroviario nei confronti delle esigenze dei pendolari dell'area piacentina. Il che ovviamente non contribuirebbe a delineare un quadro positivo nel processo di risoluzione delle problematiche in essere.
Dobbiamo infatti rilevare come, a differenza dell'immobilismo perdurante a Bologna, la Regione Lombardia si stia muovendo invece con maggiore attenzione e sensibilità verso le nostre problematiche.
La Commissione Trasporti istituita all'uopo, ha infatti già dato corso all'indagine conoscitiva sul Servizio Ferroviario Regionale, utilizzando uno strumento previsto dal loro Statuto, ed attraverso un calendario di audizioni, visite e sopralluoghi, intende approfondire, al fine di risolverli, temi e nodi problematici del trasporto ferroviario.
Abbiamo avuto il piacere, per il tramite dell'Acu (Associazione consumatori utenti), di essere stati invitati ad un incontro lo scorso 21 aprile, tenutosi presso la sede del Consiglio regionale a Milano, in quanto " fruitori " di un doppio disservizio (sia sul versante emiliano che su quello lombardo) ed abbiamo potuto esporre al presidente della Commissione ed ai numerosi invitati presenti (altri consiglieri regionali, rappresentanti di tutte le associazioni sindacali dei trasporti, associazioni dei consumatori, altre associazioni pendolari) in tutta libertà e senza "mezzi termini" tutte le problematiche ed i disservizi che quotidianamente affliggono la tratta Milano- Bologna, e che quotidianamente ricadono , oltre che sui pendolari piacentini, su tutti i pendolari lombardi.
Abbiamo in quella occasione consegnato le nostre dettagliate analisi scritte sull'orario ferroviario purtroppo in vigore e ci è stato consegnato un questionario sui disservizi che provvederemo a breve a ritornare debitamente compilato.
Siamo venuti inoltre a conoscenza di situazioni interne a Trenitalia ed a Rfi a noi non note (che non mancheremo di dettagliarle) e che comunque non hanno fatto altro che chiarirci ancora di più lo stato prossimo al collasso del " servizio " (si fa per dire?) Ferroviario, e l'assoluta inadeguatezza o insussistenza delle risposte che la dirigenza FS, dimostrando ancora una volta la sua incapacità di presidiare al suo ruolo, tenta di propagandare.
Peccato che qualcuno (vedi assessore ai trasporti della nostra regione) si sia fatto irretire?.
Il tutto indipendentemente dai tanto sbandierati tagli dei fondi previsti per il 2006 dalla legge Finanziaria, in sede di trasferimento delle risorse economiche.
Abbiamo invece potuto notare che, ove le Regioni hanno effettuato attività di presidio e di vigilanza (vedi i casi della Liguria e del Piemonte) sull'effettiva erogazione del servizio concordato con il Contratto, Trenitalia è stata costretta a ripristinare ad esempio, i treni Interregionali che erano stati cancellati.
Per quanto concerne lo stato dell'arte, le lettere ai giornali (vedi ad esempio "Libertà" del 4 maggio) che ormai coinvolgono non solo i pendolari, ma viaggiatori occasionali protagonisti di odissee per percorrere tratte quali la Piacenza-Genova, siano lo specchio del disastro al quale stiamo assistendo e che tutti giorni subiamo.
Le ribadiamo quindi con forza la nostra totale insoddisfazione per il procrastinarsi ed il dilatarsi dei tempi di risposta circa le modifiche agli orari.
A febbraio lei ci disse che non aveva bisogno di appoggiare il nostro ricorso perché entro fine marzo avremmo ottenuto quello che chiedevamo.
Da marzo si è passati ad aprile, e come avevamo previsto nulla di quanto era stato promesso è stato mantenuto. Riteniamo quindi che regalare altro tempo alle Ferrovie non abbia più alcun senso, se non quello di voler aiutare le Ferrovie stesse e la Regione Emilia Romagna a sostenere questo infame orario ferroviario contro i diritti e gli interessi di cittadini e viaggiatori.
Chiediamo quindi che l'Amministrazione comunale, oltre al supporto alle nostre iniziative, intervenga immediatamente ad "adiuvandum" nel ricorso contro Trenitalia e la Regione Emilia Romagna presentato dalla nostra Associazione. L'ennesima scusa per rinviare o affossare questa decisione sarà da noi definitivamente interpretata come una posizione contraria ai bisogni dei viaggiatori e favorevole soltanto agli interessi economici e politici che hanno imposto questa operazione sulla pelle di noi cittadini.
Ovvero, le reiteriamo senza indugio alcuno tutte le richieste da noi fatte in merito durante i nostri precedenti incontri.

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