Francesco Rutelli: “La Legge Biagi va in parte conservata e in parte modificata. Un bene che Confindustria non si schieri. Dal ‘Corriere’ una posizione trasparente”
“Per noi la flessibilità nel lavoro è necessaria, ma va scongiurata la precarizzazione e quindi vanno mutate quelle figure della legge Biagi che portano verso la precarizzazione”. Lo ha detto il presidente della Margherita, Francesco Rutelli, a Lecce con il “Margherita Express”, rispondendo ad una domanda di giornalisti su quale atteggiamento assumerebbe l’eventuale governo di centrosinistra nei confronti della riforma del lavoro.
“La Legge Biagi ha degli aspetti che possono essere conservati e molti invece da modificare - ha detto - e comunque dentro ad una strategia per noi chiarissima che è di dire no alla precarizzazione del lavoro e sì ad una flessibilità regolata che abbia ammortizzatori sociali, ricongiunzioni previdenziali e che abbia formazione permanente”.
A proposito delle polemiche di questi giorni sulle dichiarazioni di Montezemolo, Rutelli ha ribadito: “La Confindustria non si schiera, ed è bene che non lo faccia”. Gli industriali “criticano le coalizioni come lo possono fare tutte le parti sociali, ma sarebbe sbagliatissimo, tanto per il centrosinistra che per il centrodestra, ascrivere la Confindustria, così come i sindacati, le cooperative, gli artigiani, i commercianti e le altre forze sociali, ad uno schieramento politico. È bene che abbiano la loro autonomia, che dicano la loro sulla situazione economica del Paese, ma non siano arruolabili da una forza o dall’altra, è nell’interesse dell’Italia”.
Rutelli ha parlato anche dell’editoriale di oggi di Paolo Mieli: quella del direttore del Corriere della Sera è una “presa di posizione trasparente e convincente” e non si tratta “di una investitura, ma di un investimento verso una governabilità, una stabilità che cerchi di escludere il rischio di un pareggio, di un blocco”. Secondo il presidente DL, “ogni giornale ha piena libertà di esprimersi nelle competizioni elettorali come è tipico della tradizione anglosassone e, a volte, anche in modo imprevedibile rispetto all’orientamento che era loro attribuito. Nel caso italiano avremo testate schierate come il giornale di famiglia di Berlusconi, avremo molti giornali nazionali o di partito e avremo la posizione importante di Mieli e del Corriere della Sera che riflette una spinta per dare al Paese governabilità ed equilibrio”.
Rutelli si è anche detto “lieto ed onorato” del giudizio positivo dato da Mieli “sulla Margherita, sulla sua crescita e sul ruolo che avrà nella nuova maggioranza di centrosinistra”. Il messaggio del Corsera, “è molto positivo” perché “bisogna che gli italiani diano alle forze che si candidano la certezza che ci sarà un governo”.
“Non dobbiamo avere un Parlamento spaccato in due - ha concluso - e la scelta del Corriere della Sera è volta ad assicurare una migliore governabilità del nostro Paese che ne ha bisogno, a scongiurare paralisi e a scegliere un centrosinistra riformista che dia certezza al Paese che oggi è andato indietro”.
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