dall'intervento di Rutelli a Omnibus su La7
“Non ci sarà assolutamente una cura di lacrime e sangue. Perché l’Italia non ha bisogno di uno shock depressivo ma di un recupero di fiducia”. Lo afferma Francesco Rutelli, presidente della Margherita, ospite di Omnibus su La7.
“Bisognerà mettere mano al trasferimento di una parte del peso fiscale dalle tasse sul lavoro alle rendite speculative a breve - aggiunge - ma niente patrimoniali, niente tasse che colpiscano la propensione al risparmio”.
“La politica economica - spiega Rutelli - dovrà far ripartire la crescita che in questi anni è stata zero. Servono provvedimenti per ridurre le tasse sul lavoro, ridurre il cuneo fiscale, che vuol dire dare più soldi in tasca ai lavoratori e incentivare quelle imprese che fanno politiche di sviluppo stabile per l’occupazione. Occorre poi più concorrenza, liberalizzazioni indispensabili per dare la voglia di crescere che oggi non c’è, tagliare l’eccesso di amministrazione”.
Rutelli afferma che vorrebbe sdoppiare il ministero dell’Economia: un ministero delle Finanze e del Tesoro e accanto un ministero dell’“Economia reale”, che coordini le Attività produttive e il Turismo. E aggiunge di guardare con favore alla possibilità che al ministero dell’Economia ci possa andare Tommaso Padoa Schioppa come candidato del centrosinistra. Anche se, sottolinea, “sarà Prodi a scegliere”.
“Padoa Schioppa - dichiara - è sicuramente un nome all’altezza, avrebbe potuto essere anche un eccellente governatore della Banca d’Italia, come lo è Draghi, ci sono anche altri nomi che potrebbero svolgere questo ruolo, ma è improprio che li faccia io”.
Accanto al ministero dei ‘conti’, Rutelli indica un ministero dell’“Economia reale”, che dovrà coordinare le attività produttive e le politiche del turismo, che il presidente della Margherita ribadisce essere uno dei vettori fondamentali per il rilancio dell’economia. “Nella Prima Repubblica - dichiara - se uno non contava niente andava al ministero del Turismo e se contava meno ai Beni culturali, ci si mandavano delle ‘scartine’. È stato un errore abolire il ministero del Turismo. L’Italia deve avere una politica nazionale del turismo”.
Sul suo ruolo, Rutelli glissa: “Non mi sono formato una convinzione su cosa sia meglio fare. Non abbiamo ancora vinto le elezioni e si sbaglia a costruire scenari su esiti ‘eventuali’. Si vedrà: posso avere un incarico istituzionale, un incarico nel governo, o più prettamente politico. Questo è meno importante, è più importante che i partiti del centrosinistra stiano insieme e questo certamente avverrà”.
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