Gli impegni che dovrebbe prendere Prodi
Di Francesco Giavazzi
dal COrriere della Sera del 19/1/06
Una prima cosa concreta Romano Prodi l’ha detta: se vincerà le elezioni interromperà il progetto per la costruzione di un ponte sullo stretto di Messina. Di fronte a Berlusconi che ci mostra cartine geografiche di un’Italia punteggiata di cantieri è un bel passo in avanti. Davvero in Italia servono nuove opere pubbliche? Certo che sarebbero utili: basta viaggiare sulla tangenziale di Mestre per rendersene conto, oppure confrontare la linea ferroviaria Milano-Venezia con quella che collega Colonia e Francoforte. Ma è una questione di priorità.
La nuova direttissima Milano-Roma ridurrà di oltre un’ora la durata di un viaggio in treno tra le due città. Osservava qualche giorno or sono Roberto Perotti sul Sole 24 Ore : spesso, arrivati in una delle due stazioni, la coda per i taxi dura quasi un’ora. Ridurre di un’ora la durata del viaggio eliminando quella coda non costa nulla: basta aumentare il numero delle licenze. La direttissima invece è ancora lungi dall’essere terminata ed è costata molti miliardi di euro che prima o poi pagheremo con tasse più salate.
Tutti vorremmo treni veloci e puliti. Ma la velocità costa cara, la pulizia no. I treni sono lerci perché a vincere gli appalti delle Ferrovie sono sempre le stesse due o tre cooperative di ex ferrovieri, tanto da legittimare più di un dubbio sulla trasparenza delle gare. Mai visto una cooperativa di filippini vincere un’asta. Vi assicuro che se ci riuscissero non ci sarebbero le zecche sui sedili.
Il centro di Milano è una risorsa scarsa e preziosa. Permettere che chiunque vi possa scorrazzare con un’auto costruita per affrontare le dune del deserto è un’evidente follia. La soluzione non sono costosi parcheggi sotterranei, ma telepass agli accessi (come a Londra) e poi utilizzare l’incasso per migliorare i mezzi pubblici, o magari abbassare il prezzo dei biglietti.
Perché invece tutta l’attenzione è sulle «grandi opere pubbliche» e queste cose semplici, che non costano nulla, non si fanno mai? La ragione è che dietro ciascuna di queste cose semplici si cela un interesse potente, che cerca di mascherarsi spostando l’attenzione sulle opere pubbliche. Commercianti che temono di perdere un po’ della loro rendita se il cliente non può più parcheggiare l’auto sul marciapiedi di fronte al negozio; tassisti (avete mai visto un immigrato guidare un taxi?); i sindacati dei ferrovieri che riescono a dire la loro sugli appalti e poi evidentemente le imprese di costruzione e anche il ministro dei Lavori pubblici, Pietro Lunardi, che è lui stesso un grande costruttore.
Anche se gli interessi che ciascuno difende sono diversi, è ben chiaro a tutti che conviene proteggersi a vicenda. Mai sentito il ministro Lunardi criticare il sindaco di Roma, che pure appartiene all’opposizione, perché non concede abbastanza licenze di taxi.
Quindi ben venga l’impegno di Prodi a cancellare il progetto del ponte. Se non si lega le mani prima delle elezioni, poi verrà assediato dai costruttori e non è detto che riesca a resistere.
Dovrebbe continuare su questa strada: impegnarsi a tagliare i trasferimenti ai Comuni che non installano i telepass e non aumentano il numero delle licenze di taxi, a cambiare le regole degli appalti delle ferrovie. Per ogni ferroviere che non lo voterà guadagnerà cento voti di cittadini infuriati per il lerciume dei treni. Ma se non si lega le mani oggi, al primo sciopero delle cooperative truccate rischia di cedere.
giavazzi_f@yahoo.com
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