Verifica sullo stato di attuazione della dismissione della centrale nucleare di Caorso, individuazione del deposito nazionale delle scorie nucleari e la valutazione della proposta da parte di alcune categorie sindacali, imprenditoriali e della società civile di realizzare nel sito il progetto di ricerca Ignitor, ideato dal prof. Bruno Coppi, per studiare la fattibilità della fusione nucleare.
Di questi importanti argomenti si sono ritrovati a dialogare a Caorso, nella sala consiliare della Rocca, amministratori e responsabili dei Circoli della Margherita di Caorso, Cortemaggiore, Villanova, Monticelli e Castelvetro, insieme al Coordinatore provinciale Silvio Bisotti coadiuvato da Roberto Santacroce, Pierangelo Romersi e Luca Quintavalla responsabili degli uffici tematici provinciali Sviluppo Economico-Territorio e Ambiente e ad altri membri del Coordinamento provinciale della Margherita.
Durante la serata sono state approfondite le diverse tematiche relative al sito di Caorso, con particolare riferimento allo stato di attuazione del cronoprogramma della dismissione <
La preoccupazione unanime emersa, legata alle vicende societarie del bilancio della Sogin, con i tagli ai finanziamenti e quindi le minori disponibilità di risorse, unite alle perplessità più volte emerse sui giornali relative alla gestione poco oculata delle spese societarie, è il ritardo dei tempi prefissati.
Altro tema discusso è stata l’individuazione del sito nazionale delle scorie e la preoccupazione, espressa in particolare da alcuni rappresentanti di Caorso, che <
Per ultimo, è stato trattato il progetto sperimentale di fusione nucleare denominato Ignitor, sulla base delle informazioni tecniche acquisite, analizzando l’idoneità del sito di Caorso ad ospitare l’impianto sperimentale per la ricerca, che dovrebbe durare anche decenni, e l’interazione che questo progetto avrebbe con la dismissione della centrale esistente. Il pensiero maggioritario espresso, seppur con manifeste perplessità da parte dei rappresentanti di alcuni Circoli Caorsani, che hanno anche contestato all’amministrazione Callori di essersi espressa positivamente su Ignitor senza un adeguato coinvolgimento della popolazione, è quello di approfondire la questione, analizzando i possibili collegamenti con il prioritario obiettivo della dismissione della centrale, ma anche le problematiche connesse con la sperimentazione in termini di sicurezza, di costi e benefici per il territorio.
Dal dibattito è emersa in maniera unanime l’urgenza di convocare il tavolo della trasparenza, promosso dalle istituzioni, Provincia e Regione, con il coinvolgimento della popolazione, al fine di verificare in primo luogo lo stato di avanzamento della dismissione della centrale, ed il rispetto degli impegni assunti dalla Sogin circa l’allontanamento del combustibile e lo smantellamento completo dell’impianto ormai obsoleto. <
E’ stato ribadito inoltre dai presenti che l’atteso processo di dismissione dovrà necessariamente prevedere il potenziamento delle risorse umane della ex centrale e della loro professionalità, nonché il coinvolgimento delle imprese locali e dei presidi tecnico scientifici presenti nel territorio.
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