l problema è complesso, serve una risposta “multilaterale”. Sarà una sfida anche per l’Unione
Si dà sicurezza se si è credibili
Il responsabile dl: le proposte shock della Lega? Tentano solo di rispondere al sentimento diffuso di delusione nei confronti del governo che serpeggia proprio nel loro elettorato. Servono più risorse per le forze dell’ordine e per gli enti locali, ma è necessario anche maggiore rigore.
No, la sfida non sarà facile e non è detto che si riesca a vincerla. Però quando, e se, il centrosinistra andrà al governo di questo paese anche il problema sicurezza se lo ritroverà tutto sul tavolo e dovrà dare risposte. Sapendo di non poter ricorrere agli slogan, perché anche se il centrodestra vinse con quelli, nel 2001, ora non attecchiscono più, si sa che alla lunga non pagano. I reati sono aumentati, ma ne è aumentata anche la percezione soprattutto dall’autunno scorso, perché fino ad allora “il silenziatore” del governo sul loro incremento aveva funzionato. I cittadini non si sentono sicuri in casa propria, per strada, all’ufficio postale ovunque. C’è un problema legato anche alla criminalità degli extracomunitari certo, ma non solo. Da varie indagini risulta che la paura dell’immigrato è, sì, un dato costante, ma vi è anche una stretta relazione tra la sfiducia nei suoi confronti appunto, e la disaffezione verso le istituzioni ritenute incapaci di affrontare il fenomeno. «Sarà una prova, una vera sfida per il centrosinistra al governo – ammette il responsabile del dipartimento sicurezza della Margherita, Maurizio Fistarol – perché non è che sei credibile in quanto tale». Nella scorsa legislatura dei «limiti» ci sono stati (anche se il numero dei reati a fine 2000 era di 2 milioni e mezzo, inferiore quindi del 3- 4 per cento) «ma oggettivamente non siamo riusciti a trasmettere quel senso di autorevolezza delle istituzioni che è fondamentale». Almeno ora c’è la consapevolezza che la risposta dovrà essere «seria, articolata, multilaterale». Calderoli indecente, ma non abbaglia Da un certo punto di vista è ovvio che la Lega reagisca come fa: proponendo inasprimento di pene, castrazione chimica degli stupratori per legge e, in definitiva, la caccia allo straniero clandestino. Però, suggerisce Fistarol, non bisogna farsi abbagliare dalle affermazioni «indecenti» di Calderoli che comunque non è uno sprovveduto. La Lega tenta di rispondere con proposte shock ad un diffuso sentimento di impotenza e delusione nei confronti dell’azione del governo che serpeggia nelle aree proprio dove è forte l’insediamento leghista. «Prendiamolo dunque come l’ennesimo segnale di un travaglio e di una inquietudine che serpeggia nell’elettorato del centrodestra ». Epperò, la percezione di una situazione sfuggita al controllo resta ed è ben presente. Più risorse ma pure più organizzazione A cosa è dovuto? «Certo ad una penalizzazione delle risorse – dice Fistarol – solo nell’ultima Finanziaria i tagli sono stati del 20, 30 fino al 50% in alcuni settori e il malcontento è diffuso tra le forze dell’ordine». Però è vero pure che in Italia il numero degli addetti «è superiore a quello di molti altri paesi europei», c’è quindi anche un problema di come utilizzare risorse umane e tecnologiche. Per dire, «a Roma metà degli addetti è utilizzata per scorte e lavoro burocratico-amministrativo ». Ma la capitale probabilmente è un discorso a sè e comunque «non va dimenticato un plauso veramente sentito alle forze dell’ordine che in condizioni difficili fanno davvero i miracoli – riconosce Fistarol – ed è grazie alla loro abnegazione e professionalità che non siamo in una situazione di emergenza dichiarata». Più risorse quindi e migliore organizzazione, queste certo nel programma del centrosinistra dovranno esserci. Ma non bastano. La prende alla lontana Fistarol, che è stato sindaco di Belluno, citando Rudolph Giuliani che riuscì negli anni in cui era primo cittadino quantomeno a cambiare la percezione di insicurezza a New York, per dire che la sicurezza «non è soltanto il poliziotto in strada che serve, ma è un clima complessivo nelle città su cui bisogna investire facendo sentire il cittadino meno solo, protetto». Tradotto: «Bisogna intervenire sui piccoli episodi di criminalità diffusa che non devono trovare tolleranza – dice – per Giuliani era la finestra rotta di uno stabile in costruzione che dopo una settimana diventano due e poi di più». Dalla parte di Giuliani. E con Cofferati E qui l’esponente dl si trova in perfetta sintonia con la battaglia per la legalità che sta facendo Cofferati a Bologna trovandosi in difficoltà con Rifondazione comunista, con la quale pure bisognerà governare. «Sto assolutamente dalla sua parte, serve un cambiamento culturale anche nella sinistra – dice – che troppo spesso ha portato a giustificare un crimine compiuto perché può esserci sempre dietro una ragione sociale, una difficoltà, un’emarginazione». Se uno infrange la legge, insomma, va perseguito. Però la ricetta Giuliani ha funzionato perché era «credibile ». Trasmettere, infondere sicurezza tra i cittadini richiede «una guida di governo caratterizzata da tre parole chiave: serietà, credibilità e autorevolezza, che non a caso sono oggi del tutto assenti in Italia». Che credibilità può avere un governo che parla una lingua con il ministro Pisanu, un’altra con Calderoli e che dal punto di vista del premier «non ha alcuna autorevolezza sul tema»? Il difetto della risposta della destra sta anche, se non soprattutto, nella semplificazione del problema. Miracoli qui non ci possono essere. La risposta deve essere «multilaterale», insiste Fistarol. Così per l’immigrazione «non c’è e non può esserci contraddizione tra una politica di integrazione vera, e di rigore vero nel rispetto delle regole». E ancora: tocca scegliere e dare più risorse anche agli enti locali che invece sono state tagliate: una strada illuminata è una risposta concreta in termini di sicurezza, come il parco custodito e non degradato. E poi servono anche risposte legislative per dare certezza alla pena «che non è tanto inasprimento – sottolinea ancora – ma l’eliminazione di quei margini di discrezionalità eccessiva, anche per i magistrati, che consentono troppo spesso ad un delinquente di tornare a piede libero».
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