Da "La Repubblica" del 15/8/2005
MILANO - Guarda con amarezza, Massimo Cacciari, e anche con una certa insofferenza, ai coltelli che sono tornati a volare nel centrosinistra sulla questione morale. Perché è ancora una volta «un modo per farsi del male», e se continua così «stiamo freschi», dice il Sindaco-filosofo di Venezia con un´espressione tipica della sua città, che è l´equivalente, sotto altre latitudini, di «siamo fritti». Se invece l´Unione parlasse di politica e di programmi, sostiene, non ci sarebbe storia: «Prodi contro Berlusconi vince sicuro». E meglio sarebbe stato se il segretario dei Ds Piero Fassino avesse risposto sull´Unipol «in modo meno stizzoso», senza dare l´impressione di una sorta di «excusatio». Professor Cacciari, c´è davvero il rischio che il centrosinistra, già esposto alla competizione interna dalle primarie, vada alla deriva sulla questione morale? «Guardi, già le primarie, per come si sono delineate, sono soltanto un modo per farsi del male». Perché? «Perché le primarie sono una cosa seria quando si confrontano i leader effettivi di un partito, e questo può succedere solo se il confronto avviene all´interno di uno stesso partito, come negli Usa. Se invece i maggiori partiti della coalizione sono destinati a non rappresentarsi per permettere al leader designato già da mesi di affermarsi, che cavolo di primarie sono? Le primarie servono quando si deve veramente decidere, qui non c´era da discutere il leader. Servivano in Puglia, sarebbero servite a Venezia, serviranno a Trieste». Avranno un effetto negativo, secondo lei? «L´unico risultato sarà di rendere più visibili le forze minori della coalizione, col rischio pazzesco di indebolire Prodi. Se voteranno in pochi, o se Prodi non avrà abbastanza successo, ci troveremo in primavera con un leader indebolito e con i partiti minori più forti e con diritto di veto: ci sono forze che dicono che l´esito delle primarie non sarà in relazione alla definizione del programma». C´è il rischio che vengano avvelenate dalle polemiche sulla questione morale? «C´è in effetti il pericolo che questi casini aggravino la situazione. Se le primarie avranno come argomento principale non la definizione di un programma del centrosinistra, ma il rimbalzarsi di accuse e responsabilità vere o presunte in merito a comportamenti al limite dell´illecito o eticamente riprovevoli, allora stiamo davvero freschi!». La posizione di Fassino sull´Unipol l´ha convinta? «Mi pare che abbia fatto una considerazione realista: non è pensabile, in questo mondo, che i comportamenti dell´Unipol possano essere tanto difformi dagli altri protagonisti della vicenda. Detto questo, credo che sarebbe stato meglio se Fassino non avesse dato l´impressione di fare una sorta di excusatio». Cioè? «Se invece di dare una risposta stizzosa, e un po´ tale da suscitare ulteriori reazioni e perplessità, e da far sospettare che i vertici del partito fossero a conoscenza dei movimenti dell´Unipol, avesse semplicemente detto: "Ma cosa volete dall´Unipol?". E avesse spiegato che come non ci sono più cinghie di trasmissione tra partito e sindacato, non ci sono più cinghie neanche con l´Unipol. E che se l´Unipol ha tenuto comportamenti illeciti, ci penseranno i magistrati». Vede affacciarsi una nuova questione morale? «È piuttosto un discorso di sistema. Siamo passati da un´apparente crisi morale ai tempi di Tangentopoli, a una crisi degli equilibri politici, e adesso ad una crisi di sistema, dove il problema sta nei rapporti tra i poteri dello Stato, il governo, il parlamento, dove ciascuno va per conto suo». Come se ne esce? «Intanto con la consapevolezza che il problema sta in questi termini, quindi affrontando seriamente la crisi di sistema. E usando le primarie come luogo di un vero dibattito politico su quello che dev´essere il programma di legislatura. Se invece continui a dimenarti sulla pura e semplice questione morale e trasformi le primarie nella scena di questo agone, allora hai finito e vai a presentarti alle elezioni con tutta la tua debolezza, con l´unica speranza che il centrodestra si riveli più debole di te». Berlusconi rivince? «No, penso che il centrodestra perderà. Qualunque cosa avvenga, e per quanto il centrosinistra si ostini a danneggiarsi, se il confronto sarà tra Prodi e Berlusconi, e sarà politico e programmatico, vincerà Prodi. Berlusconi è troppo svampito, e le colpe del suo governo troppo evidenti. Ma non è detto che il confronto sarà tra Prodi e Berlusconi, il grosso rischio è proprio questo». Allora per la Cdl è finita? «C´è un solo scenario che potrebbe vederli ancora vincenti: che noi si giochi la partita nel modo peggiore e più sciagurato possibile, e che loro cambino cavallo».
ROBERTO BIANCHIN
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