venerdì 20 maggio 2005

L'intervento di Rutelli alla assemblea federale DL

RUTELLI: PROPONGO LISTE NOSTRE NEL PROPORZIONALE
“Sì all’Unione nel maggioritario, sì al rilancio della Federazione. Abbiamo dimostrato grande capacità di raccogliere consensi, la Margherita non è un partito usa e getta. L’approdo futuro potrà essere nel partito democratico, ma non è per domani mattina, serve ancora molto cammino. Dai Ds accelerazione non concordata, da noi spirito unitario ma non subiremo egemonie”

“Alla luce di ciò che abbiamo vissuto negli ultimi anni e in coerenza con il disegno costitutivo della Margherita, vi propongo di confermare la strategia del nostro partito e dunque di decidere domani tre cose: sì all’Unione e al simbolo dell’Unione nel maggioritario; sì al rilancio vero della Federazione dell’Ulivo, risolvendo i nodi irrisolti e dando vita ad organismi politici e iniziative comuni; sì alla lista della Margherita nel proporzionale per dare una maggioranza più forte al futuro governo del Paese”. Così Francesco Rutelli conclude il suo intervento all’assemblea federale della Margherita in vista del voto di domani.
“Io penso che l’approdo più importante posto al termine del nostro cammino, quello in cui potrà un giorno sciogliersi la Margherita, è la nascita in Italia, in base ad un autentico nuovo inizio, di un Partito democratico. Sappiamo che non è per oggi - aggiunge - che non è per domattina. Sappiamo che una confluenza oggi non sarebbe il frutto sperato. Come in ogni processo vitale il tempo e la maturazione sono altrettanto indispensabili delle idee che ciascuno deve mettere in campo. La Margherita deve essere il mezzo che propone il fine più ampio e il seme che contiene l’albero”.
“Partiti che non sono uniti nel Parlamento Europeo, che sono federati nei consigli regionali, debbono fare ancora molto cammino unitario prima di fondersi nel Parlamento della Repubblica Italiana. Nessuno diminuisca la necessità elettorale di intercettare una parte probabilmente decisiva di voti in uscita dal centrodestra, meglio con liste distinte come è ragionevole attendersi, oltretutto in un panorama per cui la scheda del proporzionale sarà una scheda in cui spiccheranno assieme alle altre, nel centrosinistra, due liste con l’insegna del partito comunista”.
Il modo in cui il centrosinistra dovrà stabilire come intercettare il “voto di popolo” che ormai, per Rutelli, non sceglierà più il centrodestra, “è una scelta molto importante che riguarda il profilo dell’Unione”.
Dall’analisi delle ultime tornate elettorali la Margherita “dimostra una grande capacità di raccogliere consensi, una capacità che ci pone ai livelli del 2001, da molti giudicati irripetibili”. Il presidente DL parla di un partito che conferma solidità rispetto alle maggiori forze politiche italiane e aggiunge: “Sono fallite le profezie di coloro che, fuori da qui, parlavano un anno fa di un declino irreversibile del nostro partito”.
“La Margherita non è il fine del nostro progetto, ma è uno strumento che però, non essendo usa e getta, è più solido di quanto avremmo potuto immaginare”. Rutelli parla di “fiducia vasta e importante” ricevuta dagli elettori. Il partito ha intercettato dunque “gli elettori del centrodestra delusi dalla CdL, gli astensionisti a intermittenza e i giovani”. Il che dimostra “la bontà” della strategia messa in atto. La Margherita dunque, sottolinea l’ex sindaco di Roma, “è un progetto ambizioso e non un ritorno a vecchie formule”.
La Federazione dell’Ulivo può essere molto utile “ma a patto che agisca e che siano sciolti i nodi irrisolti, emersi negli ultimi giorni”, come la questione del partito unico che deve essere tolta di mezzo. Ne è convinto Rutelli, che nel suo intervento ha ricordato “l’impegno e la determinazione con cui è stata votata dalla Margherita la Federazione. Che non è un piano inclinato, né in salita né in discesa. Se fermassi questo cammino tradirei il mandato ricevuto, così come se lo affrettassi. La Federazione è un patto tra chi condivide obiettivi strategici”.
E parlando dei nodi irrisolti, Rutelli ipotizza: “Forse abbiamo sbagliato a non pretendere chiarezza su ambiguità accantonate per amore dell’Ulivo, come il cosiddetto partito riformista. È tempo che questo argomento venga messo sul tavolo in modo sincero e chiaro e poi tolto di mezzo”. Gli ultimi interventi di Piero Fassino sul futuro della Federazione sono definiti “un’accelerazione evidente non discussa né concordata”. In particolare il presidente della Margherita rimprovera al segretario dei Ds le parole su un “soggetto riformista” pronunciate all’ultimo convegno di Italianieuropei. Secondo Rutelli questa accelerazione “è sfociata nell’intervista di ieri che contraddice quanto Fassino ha più volte detto a me e a noi”. Rutelli si riferisce alle parole di Fassino sulla Fed come “cooperazione rafforzata che consentirebbe a chi vuole realizzare processi unitari più avanzati di procedere anche se altri decidono di aspettare”.
“Non ci candidiamo a subire nessuna egemonia. Tutto ci possiamo permettere - sottolinea Rutelli ricorrendo anche ad una citazione di Cristoforo Colombo - tranne che tornare e far tornare ai vecchi approdi, anziché approdare a quelli nuovi. Noi - prosegue - lavoriamo per costruire unità su basi nuove e con radici solide”.
“Negli ultimi giorni c’è stata una drastica accelerazione nella discussione su come presentarci nella quota proporzionale alle prossime politiche. Oggi e domani siamo chiamati a discutere e domani mattina siamo chiamati a decidere con un voto”. Il presidente della Margherita ripete che alle ultime regionali “la lista unitaria è andata bene, tuttavia le liste dei partiti della Fed separate sono andate bene più qualcosa, cioè meglio”.
“Compito della federazione è la qualità politica e programmatica della nostra proposta. Cosa ha fatto la Fed dal 26 febbraio, giorno dell’assemblea di fondazione? Quasi nulla”. Rutelli precisa: “Trattasi di consultazioni al Quirinale o di politica estera, la Fed ha fatto un passo indietro sempre per garantire l’unità dell’Unione. Puo’ essere una scelta prudente e se è così lo si dica ma non si può spargere retorica ulivista da una parte e produrre una paralisi ulivista dall’altra. Le due cose non si tengono. Io ho sempre proposto iniziative a livello di Ulivo in questi giorni, così come sulla questione dell’Europa che oggi è importante”.

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