Lunedì una media di 60 microgrammi. Non previsti (per ora) provvedimenti di chiusura del traffico: avanti con le targhe alterne
Sul capo di Palazzo Mercanti pende oggi in tutta la sua concretezza la minaccia delle sanzioni europee: dai 5mila ai 10mila euro per ogni giorno di violazione, secondo i primi calcoli.
Intervista a Umberto Fantigrossi - Circolo "Piacenza domani"
Smog e polveri sottili, da lunedì Piacenza ha ufficialmente superato la soglia dei 35 “sforamenti” consentiti: 48 ore fa, infatti, le centraline Arpa hanno registrato il 36esimo superamento, con un valore medio di 60 microgrammi per metro cubo di Pm10. Sul capo di Palazzo Mercanti pende oggi in tutta la sua concretezza la minaccia delle sanzioni europee: dai 5mila ai 10mila euro per ogni giorno di violazione, secondo i primi calcoli. Emergenza-polveri sottili ieri al primo punto della riunione di giunta, in cui ha prevalso un atteggiamento “attendista”: ovvero, nessuna misura eccezionale (vedi blocco totale del traffico), proseguimento delle targhe alterne domani e venerdì, e la decisione di un vertice imminente (che potrebbe esserci già oggi) con gli esperti dell'Arpa, per fare il punto delle misure finora adottate contro lo smog. «Rimaniamo convinti - ha detto ieri il vice sindaco Anna Maria Fellegara - che abbiano senso azioni programmate e non sporadiche.
Piacenza, rispetto ad altre città della regione, ha adottato finora iniziative più consistenti, vedi il raddoppio dei giorni di targhe alterne. Al momento - ha concluso la Fellegara - l'impegno è rivolto a tenere monitorata la situazione». Piacenza, intanto, risulta al centro di un progetto di ricerca nazionale del Cesi (denominato Game), finanziato dal Ministero per le Attività produttive, che si concluderà a fine 2005, svolto in collaborazione con Comune, Provincia e Arpa. Obiettivo, verificare lo stato di salute dell'aria in relazione agli inquinanti e alle diverse sorgenti e prevederne una controffensiva.
Multe inflitte dalla Commissione europea, dunque, ma non solo, tra i rischi connessi alla situazione di emergenza in cui anche Piacenza (al pari di Bologna e Ferrara, per restare in regione) è venuta a trovarsi: «Esiste l'ipotesi di avviso di garanzia per i sindaci - ha spiegato l'avvocato Umberto Fantigrossi, esperto di Diritto ambientale - ma dubito che tale eventualità possa verificarsi a Piacenza». Molto più concreta, secondo Fantigrossi, la minaccia di dover metter mano al portafoglio («il commissario europeo all'Ambiente ha ribadito che non ci sarà alcuna proroga, e da questo punto di vista, ritardi a Piacenza da parte delle istituzioni si sono accumulati in quanto la questione non è stata inserita tra le priorità») o quella di esposti presentati in sede civile da privati cittadini o gruppi di cittadini per vedersi riconosciuto il diritto alla salute (con conseguente richiesta di di risarcimento danni). Ieri intanto il valore medio delle Pm10 dovrebbe esser rimasto al di sotto della soglia di protezione ma soltanto oggi il dato sarà reso ufficiale dall'Arpa. Piacenza, si diceva, quale «caso studio» del progetto nazionale del Cesi sulla qualità dell'aria: «Lo scopo - ha detto Antonio Fiore (responsabile Linea Atmosfera del Cesi) - è di mettere a punto strumenti in grado di comprendere i contributi all'inquinamento delle diverse sorgenti emissive presenti sul territorio e di valutare gli effetti nel comprensorio cittadino dello sviluppo del teleriscaldamento e della conseguente minor emissione complessive da parte del sistema produttivo e distributivo dell'energia».
Simona Segalini
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