martedì 15 febbraio 2005

Veleni in Val Padana

La gravità della situazione causata dall'inquinamento in val Padana è fuori discussione.
In discussione sono invece gli approcci al problema.
Su questo la Margherita può e deve dare un forte contributo.


La situazione delle città, o meglio, dell'intera "Padania", è, sotto il punto di vista ambientale e sanitario, disastrosa.
Per noi non è certo una scoperta, ma come tutti ormai sappiamo la UE, dopo 5 anni di preavviso, da quest'anno inizierà a sanzionare le amministrazioni incapaci di contenere gli sforamenti del PM10 sotto certi livelli.
Questo è un dato di fatto che, impattando una intera area geografica e non singole città o regioni, tocca le amministrazioni di ogni colore.
Un fatto, tra l'altro, che rischia di vederci, come cittadini, "cornuti e mazziati".
Difatto prima ci toccherà subire la camera a gas da PM10 e alla fine pagare la multa che la UE ci comminerà.
Le amministrazioni locali provano (quelle che ci provano) a fare qualcosa ma gli esiti sono oggettivamente deludenti.
Capisco quindi che ci sia chi, come l'amico Luigi Gazzola, interviene a favore delle politiche adottate dall'amministrazione Reggi (una giunta che, va ammesso, ci prova a fare) e chi, come l'amico Umberto Fantigrossi, ne riconosce i limiti.
Insomma siamo al bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, ma con i dati oggettivi delle misure di PM10 che danno poco spazio a visioni troppo positive.
Di fronte a tutte le analisi che danno il traffico come fonte del 70-80% del PM10 che subiamo, non ci resta che constatare il fallimento della politica della mobilità e dei trasporti praticata da decenni nel paese.
Ancora una volta quindi le responsabilità (come quelle del debito pubblico) si perdono nella storia e nel succedersi di governi e amministrazioni, salvo essere ben evidenti le fallimentari politiche sulla mobilità di questo governo.
Comunque, evitando recriminazioni di scarsa utilità, che facciamo adesso?
Sicuramente è importante partire dai dati di fatto e dai bilanci, quindi ben venga l'iniziativa della giunta Reggi per una convention (o quello che sarà) di metà mandato. Capiremo sicuramente meglio quello che è stato fatto.
Dobbiamo però capire bene cosa resta da fare e dove esattamente vogliamo arrivare.
Su questo la giunta ha un programma, ma come tutti sanno un programma senza precisi obiettivi misurabili rischia di dar luogo a interpretazioni molto diverse.
Pensiamo ad esempio che differenza c'è tra dire che va sviluppata la mobilità dei cittadini con le bici, e dire quanti ciclisti/giorno sulle strade, quanti incidenti con ciclisti coinvolti all'anno ci promettiamo di raggiungere anno dopo anno.
Oggi molti elementi del programma si prestano a interpretazioni e aspettative che giustificano i differenti giudizi di Fantigrossi e Gazzola in merito all'efficacia del governo locale.
Purtroppo i politici italiani da anni rivendicano attenzione alle problematiche ambientali, ma solo la UE, ponendo obiettivi determinati e misurabili, ha mostrato come le politiche governative siano state fallimentari.
Indubbiamente molti sono gli elementi geografici e climatici che rendono assai difficile il raggiungimento degli obiettivi UE, ma gli italiani hanno sempre saputo trasformare i problemi in opportunità e voglio avere ancora fiducia nell'Italia. Anche perchè continuo a sentir parlare di innovazione come risposta alla crisi economica del Paese, e quello ambientale è un settore dove se sapremo essere innovativi potremo trovare occasioni di business in tutto il mondo.

Nel nostro piccolo dobbiamo approfittare di questo momento di bilancio per rilanciare l'azione di governo locale, rivedendo e puntualizzando il programma di giunta.
Puntualizzare e dare priorità agli elementi di programma (non solo cittadino ma anche provinciale) deve diventare l'elemento centrale della azione del Partito nei prossimi 4-5 mesi.
Quindi partiamo con la Convention e facciamola seguire da iniziative di partito che consentano di arrivare ad una messa a fuoco dei programmi.
Questo anche per far sentire meno soli i nostri amministratori, e per dargli il coraggio di scelte a prima vista impopolari.
D'altra parte governare non significa accondiscendere a capricci e inerzie, ma vuol dire avere il coraggio di scontentare qualcuno.
Impariamo in questo dal ministro Sirchia che, con una azione esemplare e decisa sul fumo, è riuscito a dare una svolta alla situazione negli ambienti pubblici e di lavoro, migliorando drasticamente le condizioni ambientali di utenti e operatori dei servizi.
Ricordo ai nostri amministratori che, a non voler scontentare alcuno, spesso si finisce con lo scontentare tutti, e questo lo trovo il rischio maggiore per chi, amministratore locale, si trova quotidianamente a contatto con pressioni molteplici e contraddittorie.
Per iniziare a dare un contributo concreto al dibattito ed alla messa a fuoco dei programmi mettiamo a disposizione il sito e spero che il primo intervento che raccoglieremo sia quello del Comune che tracci un bilancio del lavoro svolto, con particolare focus alla politica ambientale e della mobilità.

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