giovedì 10 febbraio 2005

Politiche per la Montagna (da E.Cazzarini)

Edo Cazzarini, Responsabile Ufficio Montagna di D.L. La Margherita di Piacenza, ci manda questo intervento sulle "Intese" approvate dalla Provincia per favorire lo sviluppo della montagna piacentina.

Lunedì 7 Febbraio la nostra comunità ha vissuto una tappa fondamentale sulla strada della crescita complessiva del territorio e della consapevolezza che solo ritornando a programmare si possono dare risposte ai tanti problemi irrisolti e che da anni giacciono nel cassetto.
Mi riferisco alle “ Intese istituzionali per la Montagna “ approvate pressoché all’unanimità dal Consiglio provinciale nella sua ultima seduta.
L’intesa nasce dalla legge regionale per la Montagna (2\2004), recentissima e che prevede una serie di iniziative per lo sviluppo di quella parte di territorio regionale che risulta essere degradata socialmente ed economicamente specie nella sua parte più occidentale che,come citano gli studi realizzati da Ervet, corrisponde alla fascia montana della provincia di Piacenza.
La legge assegna congrui finanziamenti agli enti locali della Regione (per la nostra provincia si parla di 2 milioni e 800 mila euro all’anno, per cinque anni) previa stipula di una Intesa tra tutti gli enti locali montani (Comunità Montane e Comuni), le Province e la Regione, da far approvare dai rispettivi consigli in tempi ristretti.
In altre parole, l’approvazione dell’Intesa da parte dei Consigli è la condizione, inderogabile, per avviare gli accordi quadro attraverso i quali ottenere i finanziamenti.
Nella nostra provincia, tutti i passaggi necessari sono già stati esperiti e l’Intesa, approvata in Consiglio provinciale lunedì scorso, è un dato di fatto, un passaggio formalizzato e già sul tavolo della Regione, a pochi mesi dall’avvio del processo che ci ha portato ad ottenere questo risultato importante, per molti versi straordinario, per la nostra comunità.
Lo dobbiamo allo spirito costruttivo, alla disponibilità, alla capacità di coordinamento di cui hanno dato prova, nella circostanza, gli enti locali interessati, a cominciare dalla Provincia, che ha tenuto le fila del non facile confronto tra soggetti coinvolti, promuovendo una amplissima consultazione sui contenuti della legge non solo tra pubbliche amministrazioni, ma tra tutte le istanze potenzialmente interessate delle comunità coinvolte.
Ma lo dobbiamo anche alla ventata di novità e di nuova voglia di fare che sta permeando i tanti nuovi sindaci della montagna ed i nuovi Presidenti delle Comunità Montane.
Insomma, se una volta tanto siamo usciti dalla logica dei campanili e della tutela degli interessi di parte che da sempre contraddistingue questa provincia per collaborare, per ragionare come “sistema”, lo dobbiamo, in larga misura, all’operato di tutti questi amministratori e dell’Amministrazione provinciale, alla loro disponibilità, alla loro capacità di voler risolvere i problemi, di smussare angoli, di ovviare a diffidenze.
Un lavoro prezioso e un impegno giustificato, quello dell’ente di corso Garibaldi, visto quel che la legge prefigura: non una congerie di finanziamenti a pioggia, che si andrebbero a disperdere in tanti rivoli tra i boschi del nostro Appennino, ma aiuti mirati, tesi a sostenere una pianificazione che scaturirà dalla iniziativa delle comunità interessate.
Con i 14 milioni di euro che ci arriveranno dalla Regione, infatti, si punterà a realizzare i progetti che la nostra popolazione di montagna riterrà prioritari e che più le stanno a cuore, per il sostegno delle attività in essere e per il rilancio più complessivo di questa parte di territorio che è un bene ed un patrimonio per l’intero contesto provinciale.
Come un grande ruolo spetta ancora alla Amministrazione provinciale, che dovrà indirizzare, sostenere e, in alcuni casi, sostituirsi anche all’azione di alcuni dei soggetti coinvolti.
Ci aspettiamo a tal fine che l’Ente Provincia dispieghi ancora, come ha già dimostrato di saper fare, la sua capacità di coordinare, di porre in sinergia i vari enti coinvolti, anche di convincerli, quando servirà, a prescindere da ogni considerazione più di carattere individualistico.
Sarà questa capacità di contemperare esigenze il valore aggiunto che favorirà la buona riuscita del progetto, che preverrà fallimenti, eviterà attriti e delusioni.
Il primo passo è stato compiuto, le premesse sono incoraggianti, ci aspettiamo che il futuro che ci attende, che attende la nostra montagna, possa essere finalmente quello dell’inizio di un rilancio, che purtroppo, da troppo tempo tutti noi
aspettiamo.


Edo Cazzarini

Responsabile Ufficio Montagna
D.L. La Margherita di Piacenza

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